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Sainte-Chapelle, il trionfo del gotico

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Spesso chi va a Parigi segue un giro turistico abbastanza stereotipato: la Tour Eiffel, l’Arco di Trionfo, gli Champs-Élysées, il Louvre, le vie dello shopping e i grandi magazzini, la Rive Gauche e Notre-Dame. Qualche appassionato di pittura si spinge al Museo d’Orsay ad ammirare i capolavori dell’Impressionismo, qualche altro si addentra nelle caratteristiche stradine del Marais e raggiunge Place des Vosges, oppure arriva fino al monumentale cimitero del Père-Lachaise, o alla basilica del Sacro Cuore. Di tutto questo fiume di turisti solo una parte piccola, anche se non piccolissima, si allontana di poche centinaia di metri dalla Cattedrale e raggiunge il complesso di edifici che costituisce il Palazzo di Giustizia. Qui, dall’entrata della Conciergerie, ultimo residuo di quello che fu il Palais de la Cité, la dimora dei Re di Francia fino al 1358, dopo aver attraversato controlli di sicurezza degni di un aeroporto, si entra in un cortile dominato, fin da subito, da una mole incombente ma lieve e elegante: la Sainte-Chapelle.

SainteChapelle

La Sainte-Chapelle. Foto di ayelienne

L’edificio fu voluto da Luigi IX come cappella palatina e reliquiario, destinato a contenere le reliquie in possesso della Corona di Francia, tra le quali le più venerate erano la Corona di Spine, un frammento della Croce e uno dei chiodi della Crocifissione. Il Re era molto devoto, tanto che fu santificato, e spese grandi somme di denaro sia per la costruzione della Cappella, che costò quarantamila lire tornesi, sia per l’acquisizione delle reliquie. La Corona di Spine, infatti, fu ottenuta nel 1239 da Baldovino II, imperatore latino di Costantinopoli, che la cedette come pegno per un prestito di centotrentacinquamila lire tornesi ottenuto da Luigi IX. Il Re aveva speso queste somme, enormi per l’epoca, mosso oltre che dalla devozione anche da calcolo politico: le reliquie, venerate dal popolo, servivano a rafforzare il suo regno in un periodo di grandi tensioni esterne, con il Regno d’Inghilterra, e interne, con i grandi feudatari, sempre pronti a sottrarsi all’autorità regia. La storia dell’edificio è molto tormentata: incendi, danneggiamenti, ricostruzioni e ristrutturazioni la videro più volte protagonista. Sconsacrata (e le reliquie che custodiva traslate a Notre-Dame), divenne sede del parlamento di Parigi e, durante la Rivoluzione Francese, sede di uffici amministrativi i cui grandi scaffali oscurarono le splendide vetrate, preservandole da danni. More »

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Il lago di Tovel e la sua leggenda

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Le Dolomiti per il colore bianco rosato delle rocce e la bellezza dei panorami, costituiscono uno dei tratti più spettacolari dell’arco alpino: la Marmolada, le Tre Cime di Lavaredo, le Pale di San Martino, il gruppo del Brenta, il Pelmo, solo per citare i primi che vengono alla mente, con i loro paesaggi impareggiabili offrono agli amanti della montagna escursioni di diverso grado di difficoltà e ai rocciatori pareti e palestre di roccia sulle quali misurare la propria abilità. I Monti Pallidi, così sono anche dette le Dolomiti, sono terra di fiabe e leggende, con esseri misteriosi che possono essere buoni, come salvàns e ganes (uomini della selva), anguane (donne d’acqua) e nani, o malvagi, come streghe e stregoni, orchi e draghi, che interagiscono con eroi, cavalieri, re e regine. E tra queste leggende una ci racconta perché le acque del lago di Tovel, sulle pendici del massiccio del Brenta, a pochi chilometri dalle cittadine di Cles e di Tuenno, in Val di Non, d’estate diventavano rosse.

Acque rosse del lago di Tovel

Colorazione rossa delle acque del lago di Tovel. Foto di pubblico dominio da Wikipedia.

Narra il mito che l’ultimo re di Ragoli, oggi piccolo villaggio della Val Rendena ma nella fiaba capitale di un regno ricco e potente, morì senza eredi maschi, lasciando solo una figlia, la bellissima Tresenga. Se la regina si fosse sposata Ragoli sarebbe passata sotto il governo di un re straniero e avrebbe perso la sua indipendenza, ma Tresenga promise al suo popolo che sarebbe rimasta nubile. I re dei paesi confinanti, tuttavia, attratti dalla bellezza della regina e dalla ricchezza del regno, cercarono di prenderla in moglie ma lei resistette a ogni corteggiamento. Tra i suoi pretendenti il più insistente fu il re di Tuenno, Lavinio, respinto due volte da Tresenga. Superbo e arrogante non poteva lasciare impunito un simile affronto, quindi armò il suo esercito e marciò verso Ragoli. Tresenga allora chiese ai suoi sudditi se volessero che lei accondiscendesse alle nozze o preferissero affrontare una battaglia durissima e dall’esito quasi sicuramente infausto. I Ragolesi si schierarono al fianco della loro regina e si mossero incontro al nemico: la battaglia avvenne sulle rive del lago di Tovel, dove l’esercito di Lavinio si era accampato, e durò alcuni giorni. Alla fine i Ragolesi furono massacrati e l’ultima a morire fu Tresenga, mortalmente colpita dalla spada di Lavinio. Il sangue degli sconfitti andò ad arrossare le acque del lago che da allora, a ogni anniversario della battaglia, si tinsero di rosso; si narra che, nelle notti di luna piena, si possa incontrare il fantasma della regina che vaga sulle rive del lago piangendo per i suoi sudditi tragicamente uccisi. More »

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Berlino, Milano o Lione: tripwolf e Suprice Hotels ti regalano un viaggio in una città!

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Vinci due notti grazie a SURPRICE Hotels e la relativa guida turistica offerta da tripwolf per Berlino, Milano o Lione.

È già agosto e non sei ancora andato in vacanza? Abbiamo la soluzione giusta per te: un fine settimana all’insegna di monumenti, cultura e shopping in tre interessanti città europee: Berlino, Milano e Lione! tripwolf e SURPRICE Hotels regaleranno a tre utenti tripwolf un pacchetto vacanza in una di queste tre città, inclusivo di due notti in hotel e la guida turistica tripwolf, in modo da poter andare tranquillamente alla scoperta della città.

 

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Hai voglia di fare un giro in barca lungo lo Spree, oppure assaggiare un espresso italiano in via Dante oppure fare shopping presso l’esclusivo Village des Createurs?

Non importa quale città scegli, tenta la fortuna con il nostro concorso. Sotto http://bit.ly/YourCityTrip devi solo mettere mi piace alla nostra pagina, indicare la città scelta e l’indirizzo email. Hai tempo fino al 31 agosto e scoprirai tramite l’email se hai vinto.

Tripwolf e SURPRICE Hotels ti augurano buona fortuna!

 
 

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Creta, tra mito e spiagge caraibiche

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Tra Grecia. Turchia e coste libiche ed egiziane, c’è Creta, posta a chiudere la collana di grandi e piccole isole che costituiscono gran parte del territorio ellenico. Terra antica, è più volte presente nella mitologia e nelle storie degli eroi greci. Diede i natali a Zeus, figlio dei titani Rea e Crono: la madre, per proteggerlo dal padre, che divorava i propri figli in quanto gli era stato predetto che uno di loro lo avrebbe spodestato, lo nascose in una grotta del monte Ida, dove il dio fu nutrito dalla capra Amaltea. Finita l’era dei titani e degli dei, l’isola conobbe il regno di Minosse, che fece costruire da Dedalo il Labirinto per racchiudervi il Minotauro, mostruoso essere nato dagli amori bestiali tra la moglie Pasifae e un toro; il costruttore, imprigionato con il figlio Icaro all’interno della sua opera, per evadere ideò delle ali con piume e cera e fuggì volando; Icaro, inebriato dal volo, salì troppo in alto e, quando il calore del sole sciolse la cera, precipitò. Sempre Minosse impose ad Atene un tributo annuale di sette fanciulli e sette fanciulle da dare in pasto al Minotauro: Teseo, figlio di Egeo re di Atene, entrò nel labirinto, uccise il mostro e, riavvolgendo una matassa di filo datagli da Arianna, figlia di Minosse, uscì dal dedalo con gli ostaggi.

Ingresso degli appartamenti reali a Cnosso

L’ingresso degli appartamenti reali a Cnosso. Foto di Jean-Pierre Dalbéra

Fin qui le favole e i miti: la realtà è che Creta, tra il III e il II millennio avanti Cristo, fu sede di una splendida civiltà di marinai e mercanti che estese i suoi commerci a tute le terre del Mediterraneo: di quell’epoca splendida ci restano numerosi resti, tra i quali il gigantesco palazzo di Cnosso, che copre una superficie di 22.000 metri quadrati, e che era, oltre alla residenza del re, anche il centro commerciale e religioso dell’isola, e quello di Festo, portato alla luce da archeologi italiani. La civiltà minoica, con i suoi splendidi affreschi, le statue, i gioielli e le  imponenti architetture, quasi all’improvviso andò incontro alla decadenza, forse in conseguenza di eventi vulcanici e sismici catastrofici, che la piegarono senza rimedio. Nei secoli passò sotto il controllo dei Micenei, dei Dori, e poi dei Macedoni; i commercianti e i naviganti si trasformarono in pirati, e questo portò all’occupazione romana, poi vennero i Bizantini e gli Arabi; per quasi cinque secoli, dal 1204 al 1669, fu dominio veneziano e l’epoca della Serenissima fu quasi una nuova età dell’oro per l’isola. More »

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Sette idee per un week end romantico in Italia

Filed under Città italiane, Passeggiate, Uncategorized, Week end

L’Italia è un paese ricchissimo di borghi e località romantiche: cercare di limitarle a sette è come provare a svuotare il mare con un cucchiaio, ma a volte bisogna farlo, se non altro per suscitare la curiosità e aprire un dibattito tra i lettori. Naturalmente questo articolo non vuole esprimere giudizi di valore, né stilare un’ipotetica classifica di merito, quindi il fatto che un luogo sia indicato prima di un altro è semplicemente dovuto al caso e all’ispirazione del momento. Credo che ognuno di noi abbia ben chiaro il proprio concetto di romanticismo, quindi non ho ritenuto utile definirlo; mi sono limitato a indicare località che, per storia, aspetto o altro possano accogliere piacevolmente il visitatore e fargli trascorrere un fine settimana diverso e gradevole.

Verona, il balcone di Giulietta

Verona, il balcone di Giulietta. Foto di Elliott Brown

Da dove cominciare se non da Verona? La patria di Romeo e Giulietta, gli amanti impossibili di shakespeariana memoria, è una meta di straordinario interesse per la sua bellezza, adagiata com’è sulle rive dell’Adige, che la abbraccia tra i suoi meandri. La città ha origini antichissime e in passato ebbe grande importanza, tanto da essere la capitale dei domini longobardi in Italia. Il suo simbolo è l’Arena, forse il meglio conservato tra i grandi anfiteatri romani della Penisola, che tutti gli anni ospita un’interessante stagione operistica, sopperendo alla non buonissima acustica con la suggestione dello scenario. L’età d’oro della città fu senz’altro il Medioevo, sotto il più che secolare governo degli Scaligeri: è a questo periodo che risalgono infatti i maggiori monumenti cittadini. Inutile negare che gli innamorati di tutto il mondo vengono a Verona per vedere il balcone di Giulietta, a palazzo Cappeletti (i Capuleti di Shakespeare), anche se l’edificio è stata ampiamente rimaneggiato nei primi decenni del Ventesimo secolo proprio per attirare i turisti. Una passeggiata fuori Verona non può che portarci sulle rive del vicino lago di Garda, ricchissimo di località di grande bellezza, tra le quali Sirmione, rinomata fin dall’antichità per le sue acque sulfuree, come testimoniato dalle cosiddette Grotte di Catullo, in realtà resti di una magnifica villa di età imperiale. More »

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Tivoli e le sue ville

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A est di Roma, poco più di venti chilometri oltre il Grande Raccordo Anulare, sorge Tivoli, famosa in tutto il mondo per la bellezza delle sue ville e dei suoi parchi, tanto che il nome della città venne dato agli scomparsi Jardins Tivoli, frequentatissimi nella Parigi del XVIII e XIX secolo, e agli omonimi giardini di Copenaghen, tra i più antichi parchi di divertimenti sopravvissuti intatti fino ai giorni nostri. La cittadina laziale vanta, probabilmente a buon diritto, origini più antiche della vicina Urbe, e fu fondata, sulle pendici dei Monti Tiburtini, dagli Aborigeni, i più antichi abitatori del Lazio. Il nucleo primitivo della città fu un insediamento fortificato posto sulla riva sinistra del fiume Aniene, in prossimità di un guado che costituiva il percorso più breve per la transumanza delle greggi che si spostavano tra l’Agro Romano e l’Abruzzo. Luogo di incontro tra popolazioni diverse, ebbe anche una certa importanza come centro religioso, come prova il grande santuario dedicato a Ercole Vincitore, risalente al II secolo a.C. e recentemente restaurato, ma anche dalla certa presenza di un altro luogo di culto più antico.

Tivoli da Villa D'Este

Vista di Tivoli da Villa D’Este. Foto di Avinash Kunnath

La storia di Tivoli è legata a filo doppio a quella della vicina Roma; nella tarda età repubblicana divenne la residenza di molti tra i personaggi più in vista dell’Urbe, che vi eressero le loro ville, delle quali numerosi sono i resti. La villa di Orazio, donata al poeta dal suo protettore Mecenate, sorge sulla strada verso Marcellina; costruita su tre livelli per assecondare la morfologia del terreno, vede sorgere, sul suo terrazzo superiore, il convento di Sant’Antonio. Tra i resti dell’edificio, di dimensioni piuttosto imponenti, il meglio conservato è il cosiddetto “ninfeo”, piccola grotta artificiale nella quale trovare frescura nelle calde giornate estive. More »

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Irriconoscibile – iPhone-App 4.0 con un nuovissimo design

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Non tutti oggi utilizzano un iPad. La tripwolf iPad App alla quale abbiamo lavorato per circa un anno è famosa per il suo nuovissimo design e ha contribuito a far crescere esponenzialmente la tripwolf Community.

Ci siamo così accorti che era giunta l’ora di applicare il design rinnovato dell’iPad App alla versione iPhone. Qui di seguito ti presentiamo la nuova tripwolf iPhone App versione 4.0!

 

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Elemento più importante di questo aggiornamento è il rinnovo del design dell’App. l’intera interfaccia è stata adattata alla configurazione del sistema iOS 7. I colori scuri degli elementi di navigazione sono stati sostituiti con tonalità più chiare e luminose che rendono l’insieme più armonioso. Il design usato già in precedenza per la versione iPad è stato ripreso con colori freschi e i caratteri sono più grandi e sottili.

 

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Non da ultimo la nuova interfaccia della iPhone App dedica un maggiore spazio per la visualizzazione di belle fotografie in modo da avere una migliore idea sulla destinazione e lasciarsi ispirare!

Tutti sanno che i genitori portano i loro figli in palmo di mano. Anche noi ovviamente siamo convinti che la nostra App sia la migliore al mondo, ma infondo siamo anche emozionati ;) e speriamo di averti convinto.

Oggi inoltre ricevi una guida gratuita in modo da poter provare in prima persona la nuova iPhone App. Speriamo che la nuova App ti rende soddisfatto quanto lo siamo noi.

Saremo contenti di ricevere un tuo feedback tramite email oppure un tuo commento sul nostro blog!

Buon divertimento con la nuova App!

Il tuo team tripwolf

 

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La Riviera di Levante

Filed under Mare, Parchi e natura, Passeggiate

L’Italia, tra penisola e isole, sviluppa circa 7500 km di coste che offrono agli amanti del mare arenili sabbiosi, spiagge con ghiaia più o meno grossolana, scogli, falesie, baie e cale di ogni dimensione e acque, in tutte le gradazioni dell’azzurro e del verde, a volte così trasparenti da consentire la visione nitida e perfetta dei fondali, qualche decina di metri più in basso. Anche dal punto di vista turistico si ha un’offerta estremamente varia: capitali del turismo di massa con alberghi, discoteche, locali e parchi tematici, aree naturali quasi incontaminate, borghi rivieraschi o dell’entroterra ricchi di tradizioni e prodotti tipici, per non parlare delle isole, che costituiscono dei microcosmi a se stanti. Una tra le zone di mare più conosciute è certamente la Riviera di Levante, in Liguria, che va dalla foce del fiume Magra, quasi in Versilia, a Voltri, sul punto più settentrionale del Mar Ligure, per una lunghezza di circa 130 chilometri.

Tellaro

Golfo dei Poeti: Tellaro. Foro di Bonny van Sighem

Fin dai primi decenni dell’Ottocento il Golfo di La Spezia è stato amatissimo da turisti e viaggiatori; meta di pittori, poeti e scrittori, annovera tra i suoi ospiti Lord Byron, George Sand, Percy Byrce Shelley (che vi trovò la morte), David Herbert Lawrence, il pittore svizzero Arnold Böcklin, poi, tra i letterati italiani, Gabriele D’Annunzio, Filippo Tommaso Marinetti, Mario Soldati e il giornalista Indro Montanelli. Il nome di “Golfo dei Poeti”, con chiaro riferimento ai suoi illustri frequentatori, gli fu attribuito dal commediografo Sem Benelli agli inizi del XX secolo. All’estremità orientale del Golfo sorge Lerici, cittadina di antiche origini etrusche, contesa tra le repubbliche marinare di Genova e Pisa; il borgo, il litorale e l’entroterra sono ricchi di grande interesse, offrendo al visitatore un gradevole soggiorno; non si può lasciare Lerici senza una visita alla piccola frazione di Tellaro, suggestivo borgo marinaro considerato tra i più belli d’Italia. All’estremità opposta del Golfo si trova la cittadina di Porto Venere, anch’essa di antiche origini essendo stata fondata dai Liguri, antico popolo di incerte origini, attorno al VI secolo a.C. Il borgo sorge sulla punta di una penisola, di fronte alla isole di Palmaria, Tino e Tinetto; forti e castelli evidenziano l’importanza strategica della cittadina che, in virtù delle sue bellezze architettoniche e naturalistiche, è entrata a far parte dei patrimoni dell’umanità tutelati dall’Unesco. More »

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Saint-Ouen, il marché aux puces più grande del mondo

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C’è un solo posto al mondo dove, con molta fortuna, grandi abilità e competenza e capacità di trattare si può comprare un quadro di Manet su una bancarella: è il mercato delle pulci di Saint-Ouen, cittadina a nord di Parigi, nella prima cintura periferica. Il mercato è straordinario, vi si può comprare di tutto, dalle suppellettili del XVIII secolo al modernariato degli anni Settanta e oltre. Saint-Ouen deve lo sviluppo di questa sua peculiare attività a un decreto che, nel 1870, allontanò, per motivi igienici, i robivecchi dal centro di Parigi: la maggior parte di coloro che esercitavano questa attività si raggrupparono in questa cittadina alle porte della metropoli.

Saint-Ouen, marché aux puces. Foto di ParisSharing

Saint-Ouen, marché aux puces. Foto di ParisSharing

Un primo grande impulso al mercato delle pulci, così chiamato, probabilmente, per gli insetti che infestavano vecchi tappeti e abiti usati, fu dato dall’arrivo della metropolitana, nel 1908: i Francesi amano molto il brocante, ossia il commercio di oggetti vecchi e usati, e, approfittando del trasporto pubblico, iniziarono a riversarsi copiosi tra le vie di Saint-Ouen alla ricerca di occasioni. È da quel periodo che i venditori iniziarono a organizzarsi in grandi isolati all’interno dei quali occupavano piccoli locali espositivi, più o meno delle dimensioni di un garage. Nel Secondo Dopoguerra il marché aux puces cambia pelle: i robivecchi sono gradualmente sostituiti da brocanteurs, antiquari, venditori di abiti usati.
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Un’estate al mare … meglio se blu

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Il colore dell’acqua non c’entra niente perché il mare può anche essere turchese, smeraldo, trasparente e così via; il blu del titolo è riferito ovviamente alle bandiere che, ogni anno, premiano numerose località non solo in Italia ma anche in altri 41 paesi europei e non. La bandiera blu non ha attinenza con la balneabilità o la qualità delle acque (per questo in Italia esistono delle normative che la attribuiscono sulla base di controlli ed esami di laboratorio), anche se, certamente, questo è forse il parametro principale del quale si tiene conto nell’attribuzione dell’ambito riconoscimento. Come funziona allora la bandiera blu?

Bandiera Blu. Foto di Roby Ferrari

Bandiera Blu. Foto di Roberto Ferrari

La attribuisce la Fee (Foundation for Environmental Education – Fondazione per l’Educazione Ambientale), organizzazione non governativa e non profit fondata in Danimarca nel 1981, oggi presente in oltre 60 paesi del mondo. Lo scopo di questa organizzazione è la diffusione delle buone pratiche di tutela ambientale attraverso programmi di sostenibilità, formazione e informazione. Nelle sue attività l’organizzazione è supportata da due agenzie dell’Onu, l’Unep (Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente) e l’Unwto (Organizzazione Mondiale del Turismo) e, oltre alla Bandiera Blu, supporta, in Italia, anche altre iniziative di significato simile: Eco-Schools, Young Reporter for the Environment, Learning about Forests e Green Key. More »

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IL MIO PIANO DI VIAGGIO

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