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Casa di Tiziano Vecellio

Il Cadore è una regione storica italiana che comprende l’alta valle del fiume Piave e la valle del suo affluente principale, il Boite. Circondato dalle Dolomiti, il Cadore è una terra affascinante, ricca di boschi e di panorami spettacolari, ed è meta di turismo estivo, con le numerose mete di escursioni e passeggiate, e invernale, e qui basta citare Cortina d’Ampezzo e le sue piste da sci. La capitale storica e sociale della regione è Pieve, sede dell’antichissima Magnifica Comunità, organo di autogoverno delle popolazioni autoctone, con norme che delineavano un peculiare sistema giuridico, quasi unico nell’Europa medioevale e rinascimentale.

Pieve di Cadore, posta a quasi novecento metri di altitudine, è ricca di testimonianze del suo antico passato; la cittadina sorge, infatti, su un antico insediamento romano: nell’area dell’attuale Municipio sono stati trovati i resti di un’antica casa romana del II secolo d.C., particolarmente interessante per il sistema di riscaldamento a hipocaustum e la pavimentazione a mosaico con decorazioni geometriche. Maestoso e imponente è il cinquecentesco palazzo della Magnifica Comunità, con la suggestiva sala del Pretore, dal soffitto di legno intagliato. All’interno è situato il Museo Archeologico, con reperti paleoveneti, romani e celtici provenienti dalle località di Lagole (Calalzo), Pieve, Pozzale, Valle e Domegge. Sulla piazza antistante, dedicata a Tiziano Vecellio, si affacciano i palazzi di Tiziano l’oratore, con affreschi di fine Cinquecento, e Jacobi-Solero. A poca distanza incontriamo piazzetta Arsenale, che ospita una fontana settecentesca sormontata dalla statua di San Giovanni Nepomuceno, l’affrescato palazzo Sampieri-Vallanzasca e la casa natale di Tiziano Vecellio, oggi museo dedicato al pittore. A poca distanza da quest’ultima il Museo dell’occhiale, fondato nel 1990 e dedicato alla storia di una delle più tipiche produzioni della zona; due i percorsi espositivi: uno sull’evoluzione degli occhiali, l’altro sulla storia dell’occhialeria bellunese.

Alle spalle del palazzo della Magnifica Comunità sorge la chiesa Arcidiaconale di Santa Maria nascente, che ospita dipinti di Cesare e Tiziano Vecellio; a poche centinaia di metri, scendendo verso Tai, incontriamo la chiesa del Cristo, sorta sul luogo di un antichissimo tempio dedicato a Sant’Antonio Abate. Il santuario, il più frequentato del Cadore, è dedicato a Cristo in seguito al ritrovamento, avvenuto nella vicina Valcalda nel 1540, di un Crocefisso. La chiesa ha l’altar maggiore in legno intagliato, sovrastato dal Cristo, pure ligneo; il coro è affrescato così come il timpano della facciata, con dipinti attribuiti a Giovan Battista Vicari, che rappresentano la scena del ritrovamento del Crocefisso.

A Pieve di Cadore c’è anche la casa di Babbo Natale, immersa nel bosco all’interno del Parco Roccolo di Sant’Alipio, dove arrivano le letterine inviate dai bambini di tutto il mondo. Nei dintorni della cittadina si trovano insediamenti e necropoli pre-romane a Pozzale, Pecol e nei pressi del Santuario del Cristo; mentre Monte Ricco, batteria Castello e forte Col Vaccher costituiscono un sistema di fortificazioni risalente alla fine del Diciottesimo secolo.

Pieve di Cadore è attraversata dalla ciclopista Lunga Via delle Dolomiti., che, seguendo il percorso della vecchia ferrovia a scartamento ridotto, da Calalzo raggiunge prima Cortina d’Ampezzo e poi Dobbiaco, per proseguire fino a Lienz, lungo il primo tratto della Drauradweg, la pista ciclabile che corre lungo il corso della Drava.

Mario Govoni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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