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La basilica di San Felice a Cimitile

L’Italia è ricca di luoghi, sconosciuti ai più, che ospitano sul loro territorio ricchezze naturali, storiche o paesaggistiche di grande interesse. È un’Italia minore, sicuramente lontana dai percorsi abituali del turismo di massa, costituita da località note solo a pochi appassionati o a chi, magari per caso, vi si è imbattuto. Una di queste è la cittadina campana di Cimitile, posta a una trentina di chilometri a nord est di Napoli, vicinissima a Nola, dalla quale è, urbanisticamente, quasi indistinguibile.

Il territorio sul quale sorge l’attuale Cimitile è stato frequentato fin dall’antichità, tanto che vi sorgeva un tempio italico dedicato a Ercole; più tardi, in epoca romana, la zona ospitò la necropoli della vicina Nola, e da questo uso deriva l’attuale toponimo. Verso la fine del III secolo d.C. vi fu sepolto Felice, santo molto venerato nel nolano, e ben presto la sua tomba divenne oggetto di un culto particolarmente vivo, tanto che i fedeli eressero un mausoleo quadrato per ospitarla. Questa primitiva basilica si rivelò ben presto insufficiente ad accogliere il flusso dei pellegrini che si recavano alla tomba del santo, per cui, circa due secoli dopo, per iniziativa di San Paolino, fu incorporata in un nuovo edificio con due absidi contrapposte. Nasceva così il complesso basilicale di Cimitile, che comprende diversi edifici costruiti a partire dalla fine del III secolo dopo Cristo, con aggiunte e modifiche successive che si protraggono fino al Settecento.

Il complesso delle basiliche comprende l’appena citata basilica di San Felice, che fu la cattedrale di Nola fino alla fine del Trecento, quando la sede vescovile fu trasferita al centro di quella città. Costruita in epoche diverse, contiene le tombe dei Santi Felice e Paolino, e presenta un campanile a pianta quadrata posteriore al X secolo. A questa è raccordata la basilica nova, a tre navate, crollata nel VI secolo a seguito di un’alluvione. Parti di questa costruzione furono inglobate nella chiesa di San Giovanni.

A poca distanza troviamo la basilica di Santo Stefano, a navata unica con abside e atrio, costruita tra V e VI secolo dopo Cristo, che presenta un arco trionfale sorretto da due colonne scanalate con capitelli corinzi, e la basilica di S. Tommaso, anch’essa a navata unica absidata, destinata a uso funerario: contiene ottantaquattro tombe databili tra il VI e il VII secolo. È affiancata da un campanile a pianta quadrata con copertura a bulbo. Del complesso fanno parte anche la basilica dei Santissimi Martiri, anch’essa nata per un uso funerario, costruita in epoche diverse comprese tra il III e il X secolo, quando il vescovo Leone Terzo la fece trasformare in oratorio absidato, la basilica di San Calionio, situata lungo la parete occidentale della navata destra della basilica di San Felice, e un edificio a pianta quadrata, dedicato alla Vergine, costruito dopo il Mille.

Gli edifici sono disposti su un’area abbastanza piccola, posta alle spalle dell’attuale chiesa parrocchiale della cittadina; il complesso è arricchito da un attiguo museo che raccoglie numerosi reperti archeologici.

Mario Govoni

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