Visita a Carcassonne, un tuffo nel Medioevo

Carcassonne L’automobilista che percorre l’Autoroute des Deux Mars, nella regione francese della Languedoc-Roussillon, d’un tratto vede apparire il castello della Bella Addormentata, con le torri sormontate dai caratteristici tetti conici: no, non è improvvisamente stato proiettato nella favola di Perrault, ma si trova in prossimità di Carcassonne, patrimonio dell’Umanità grazie alla sua cinta muraria, forse unica al mondo. La città sorge su uno sperone montuoso che sovrasta il fiume Aude e le vallate circostanti, in posizione favorevole per controllare i traffici che si svolgono sulla via che dal Mediterraneo porta alle coste dell’Oceano Atlantico; in virtù di ciò il sito fu frequentato fin dal Neolitico. I primi a rendersi conto dell’importanza strategica della posizione furono i Romani, che, già nel I secolo a.C., fortificarono la sommità del colle. La più antica cinta muraria risale al III-IV secolo d.C. e fu eretta a difesa dai barbari che scorrazzavano per un ormai decadente Impero Romano; tracce delle antiche mura sono ancora visibili passeggiando nelle lices, lo spazio che separa i due perimetri fortificati. Roccaforte visigota, espugnata dai Saraceni nel 725, fu conquistata dai Franchi di Pipino il Breve circa trent’anni dopo. Dal 1067 divenne feudo della famiglia Trencavel, poi fu, con Albi, uno dei centri attorno ai quali si catalizzò la resistenza dei Catari, movimento eretico contro il quale papa Innocenzo III indisse una crociata; nel 1209 Carcassonne fu espugnata da Simon de Monfort. La città si sottomise al re di Francia Luigi IX nel 1249; il sovrano fondò la città bassa, la Bastide Saint-Louis, e diede inizio ai lavori per la costruzione della seconda cinta di mura. L’importanza di Carcassonne come perno del sistema difensivo tra Francia e Aragona si esaurì a seguito del Trattato dei Pirenei del 1659.

Nei secoli successivi la cittadella andò lentamente in rovina, tanto che, nel 1849, il governo francese pensò di abbatterla: si scatenò un vivacissimo movimento d’opinione contrario alla demolizione, guidato, tra gli altri, dallo scrittore Prosper Mérimée, e si decise di procedere al recupero, condotto dall’architetto Eugène Viollet-le-Duc, che diede vita a un restauro non sempre filologicamente corretto.

La doppia cinta muraria, lunga circa tre chilometri, con le sue 52 torri, è sicuramente l’aspetto di Carcassonne che più colpisce il visitatore; l’accesso alla città alta avviene dal Pont Vieux, che scavalca il fiume Aude. Il borgo vecchio merita una giornata di visita: le tortuose strade acciottolate si aprono in piazzette; ovunque negozietti che espongono prodotti dell’artigianato locale, come cuscini decorati con delicati pizzi e sacchetti di profumate erbe provenzali, e ristorantini nei quali si può assaggiare il piatto tipico della cucina locale: le cassoulet, saporito stufato di carne di maiale, salsicce e confit di anatra con fagioli bianchi, accompagnato da un bel bicchiere di vino del posto. All’interno del borgo vecchio, in prossimità delle mura, la Cattedrale di Saint-Nazaire e Saint-Celse, fatta costruire dai Trencavel a partire dal 1096 e ricostruita in stile gotico dopo la Crociata contro gli Albigesi; al suo interno si possono ammirare la cappella de Rochefort, che ospita le spoglie del vescovo Pierre de Rochefort, e la tomba del vescovo Guillaume Redulphe. La Cattedrale ospita quello che è considerato il più antico organo di Francia: tutte le domeniche pomeriggio da giugno a settembre concertisti di tutto il mondo si esibiscono suonando l’imponente strumento.

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