Filed under Città italiane, Ristoranti

Avete mai provato a sfogliare un libro di ricette divise per regione o a navigare su un sito di cucina regionale? Avete mai fatto un viaggio da Milano a Palermo fermandovi a mangiare nelle trattorie all’interno invece che sedare la fame con rustichelle all’Autogrill? Sarebbe possibile percorrere l’Italia centinaia di volte senza dover mai mangiare lo stesso piatto due volte. Nemmeno la stessa pasta, condita allo stesso modo.

Si potrebbe partire da Verbania con un piatto di  gnocchi all’ossolana, passare da Novara per un tapulone o tirare dritto per una Cassoeula a Milano. A Questo punto la tentazione è forte: un delicato risotto alla trevigiana verso est o una collezione di cappelletti, tortellini, tagliatelle, lasagne e gnocchi fritti, sull’asse Piacenza-Parma-Modena-Bologna? In ogni caso, poi è d’obbligo il passaggio per Firenze, giusto per una fiorentina, per poi proseguire verso sud e rifocillarsi con pici alle briciole, pappardelle aretine… verso Roma è tutta in discesa, per modo di dire.
E’ ora di prepararsi al cacio e pepe, prima di gustarsi una vera pizza napoletana.
Più si scende e più è difficile resistere. Meglio digerire tutto con un limoncello a Sorrento, prima di decidere se puntare sulla Puglia o sulla Calabria. E’ imbarazzante dover scegliere. Intanto possiamo allungarci verso un antipasto di crostini ai fegatini di pollo in Abruzzo  e una frisella salentina, per prepararci al pesce verso le isole.
Risalendo per avvicinarsi allo Stretto, una sosta a Taranto impone le cozze arraganate, prima di trovarsi di fronte al bivio calabrese: continuare con il pesce, e quindi triglie al forno, o un richiamo di carne, con sazizza e patate ‘mpacchiuse?

E ora Sicilia. Il periplo a tavola dell’isola del fuoco è un viaggio a sé.
Braciole alla messinese, pasta alla norma a Catania, impanate Siracusane, canelloni del padrino ad Agrigento, pesto alla trapanese e pasta chi saddi a Palermo.

Se il colesterolo tiene ancora e se non avete ancora superato il quintale, è ora di traghettare in Sardegna.
Vi aspettano agnello alle olive, baccalà in tegame, aragosta bollita, calamari ripieni, capretto ai porcini e purceddu, ovviamente.

Il rientro è via Genova. Trenette col pesto, budelline di stocco, polpo con le fagiolane, giusto per un richiamo di mare anche al nord.
Verso ponente si può allungare per un condiglione a Imperia, oppure rifugiarsi in una ngolo remoto di Aosta per una zuppa alla Valpelleunentze prima di ripartire.
O di mettersi a dieta

Dario Sorgato

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One Comment

  1. Posted 26/03/2012 at 12:14 | Permalink

    Sarebbe un bel giretto per lo stivale davvero gustoso..da fare a piedi però viste le calorie :) )

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