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“Ahi Pisa, vituperio de le genti
del bel paese là dove ‘l sì suona,
poi che i vicini a te punir son lenti,
muovasi la Capraia e la Gorgona,
e faccian siepe ad Arno in su la foce,
sì ch’elli annieghi in te ogne persona!”
(Dante, Inferno, XXXIII, 79-84)

Non si può dire che Dante Alighieri sia stato attratto dalla bella città toscana, distesa sulle rive dell’Arno, ma bisogna capirlo: rivalità politiche, lui guelfo, Pisa città ghibellina per eccellenza, e di campanile hanno giocato un brutto scherzo anche al nostro sommo poeta. Il visitatore, per fortuna, non si fa influenzare dai versi danteschi e Pisa è una meta tra le più conosciute e visitate d’Italia, frequentata da un turismo nazionale e internazionale, che trova nell’aeroporto Galileo Galilei uno dei suoi terminali.

Le origini della città sono fatte risalire addirittura a reduci della guerra di Troia, provenienti dall’omonima città del Peloponneso. Fuor di leggenda, l’archeologia ci ha detto che Pisa è di origini etrusche; fin dal VI secolo a.C. ha orientato le sue fortune verso il mare, dal quale dista alcuni chilometri, sviluppando intensi rapporti mercantili con Greci, Fenici e Galli, crocevia dei traffici tra i Liguri e le città etrusche dell’interno, con un occhio verso la Sardegna. Colonia romana dal 180 a.C., nell’Alto Medioevo gode di una relativa tranquillità, protetta e difesa com’è dal sistema costituito dall’Arno e dal suo affluente Auser. A partire dal IX secolo le navi della città iniziano una serie di campagne contro i Saraceni o ancora, alleate dell’imperatore Ottone I, contro i Bizantini. Le fortune economiche e politiche della città traggono impulso dalle Crociate: è il periodo di massimo splendore per Pisa e si protrae dal XII secolo fino alla battaglia della Meloria, nella quale le galee toscane sono sconfitte dalle navi genovesi; è l’inizio della decadenza, che culmina, nel XV secolo, con il dominio della città da parte della Repubblica di Firenze.

È al periodo di fulgore della repubblica marinara che risale il complesso monumentale più famoso e importante della città: la Piazza dei Miracoli, o piazza del Duomo, nella quale sono raccolti i monumenti che costituiscono il fulcro della vita religiosa cittadina. Il Duomo di Santa Maria Assunta, il campanile di Santa Maria, la celeberrima torre pendente, il Battistero di San Giovanni Battista e, sul lato nord della piazza, il Campo Santo monumentale, la cui terra proviene, trasportata da innumerevoli navi, dal monte Golgota, costituiscono una sorta di percorso umano che va dalla nascita (il Battistero) alla vita (il Duomo) fino alla morte (il Campo Santo). Originalissima è l’architettura del Duomo, a cinque navate, con transetto a tre navate: gli spazi interni, dominati dal grande mosaico absidale, grazie all’uso di archi a sesto acuto, ricordano la spaziosità delle moschee. Sulla torre di Pisa si potrebbero scrivere interi libri: è sicuramente uno dei monumenti italiani più famosi al mondo ed è curata e monitorata costantemente, per evitare che la sua caratteristica pendenza diventi pericolosa per la stabilità dell’edificio.

Una passeggiata in città non può prescindere dal Lungarno Mediceo, sul quale sorgono Palazzo Medici e la romanica chiesa di San Matteo; da lì ci si dirige verso il Borgo Stretto, dai caratteristici portici medievali, lungo cui sorge l’antichissima chiesa di San Michele in Borgo, che risale a prima dell’anno Mille. A poca distanza si apre la Piazza dei Cavalieri, con il Palazzo della Carovana, dalla facciata vasariana, sede della Scuola Normale Superiore, uno dei più prestigiosi istituti universitari d’Europa che, assieme all’Università, alla Scuola Superiore Sant’Anna e al CNR fa, della cittadina toscana, un centro di eccellenza per gli studi e la ricerca.

Tutto il centro cittadino è monumentale e chi ci si aggiri senza meta potrà senz’altro scoprire chiese, palazzi e torri che ricordano le antiche famiglie cittadine. Per gli amanti dell’arte moderna è d’obbligo una visita alla Chiesa di Sant’Antonio Abate, nell’omonima piazza, che ospita, sulla parete che affaccia sul cortile, il murale Tuttomondo, ultima opera pubblica dell’artista newyorchese Keith Haring, scomparso poco dopo averla ultimata.

Mario Govoni

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