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“O Palinuro, fidatoti troppo del cielo e del mare
sereno, nudo giacerai su sabbia ignota”.

Tra i golfi di Velia e Policastro, nella parte meridionale del Cilento, si protende nel mare Capo Palinuro, promontorio dalle impareggiabili bellezze naturali e paesaggistiche, dal contorno frastagliato da numerose gole. La penisola deve il suo nome, così come la località balneare adiacente, a Palinuro, il nocchiero di Enea, che, secondo il mito, si addormentò al timone, cadde in mare, raggiunse la riva e qui fu trucidato dagli abitanti del luogo. Già in epoca greca il capo era ben conosciuto ai naviganti, che lo consideravano insidioso per la pericolosità delle correnti, tanto da chiamare Molpe, come una delle sirene, un fiume che scorre alle sue pendici; tralasciando il mito di Enea, il suo nome potrebbe derivare da una locuzione greca che significa “luogo dove gira il vento”, sempre a indicare le insidie che nascondeva la navigazione in quelle acque.

La zona, abitata già in epoca Quaternaria, vide l’insediamento, su un’altura posta tra due fiumi, di una colonia di Focesi, provenienti dalla vicina Velia, che vi fondarono una città, chiamata Molpa; della località si hanno notizie fino al 1464, quando fu rasa al suolo da pirati saraceni e la sua popolazione ridotta in schiavitù.

Oggi Capo Palinuro e, soprattutto, la vicina cittadina omonima, frazione del comune di Centola, sono mete turistiche di primo piano. I visitatori sono attratti sia dalla bellezza dei luoghi che dalla qualità delle acque: Palinuro si fregia, infatti, e già da diversi anni, della Bandiera Blu, prestigioso riconoscimento rilasciato dalla Foundation for Environmental Education, che certifica, e premia, la qualità delle acque e dei servizi offerti dagli stabilimenti balneari. Tra le numerose cale raggiungibili via mare si devono ricordare Cala Fetente, così detta per la presenza di emanazioni sulfuree, Cala delle alghe e Cala delle Ossa, che deve il nome a resti umani, forse di vittime di antichi naufragi, calcinati nelle rocce. Numerose sono anche le grotte, meta di escursioni subacquee, tra le quali una menzione particolare spetta alla Grotta Azzurra, dalle acque di uno spettacolare blu. Tra le spiagge che Palinuro offre particolarmente nota è la spiaggia Mingardo, posta in prossimità della foce del fiume dallo stesso nome, abbellita dall’Arco Naturale, formazione rocciosa ad arco che si protende nel mare; infiltrazioni d’acqua nella roccia hanno causato, nel 2007, la frana di parte della sua parete esterna, tanto che si stanno studiando sistemi per salvaguardarne l’integrità.

Palinuro è raggiungibile oltre che via terra anche utilizzando il Metrò del mare, servizio di aliscafi che la mette in comunicazione con Napoli e Salerno.

Mario Govoni

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