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Nel VI secolo a.C. una tribù celtica, i Volci Arecomici, si stanzia nei pressi di una sorgente che consacra al dio Nemausus, e vi costruisce un santuario, primo nucleo della città di Nîmes, nel sud della Francia. Nel I secolo a.C. la città diventa colonia di diritto latino e prende il nome di Colonia Nemausus, popolandosi con i veterani della campagna egiziana di Ottaviano, a ricordo della quale si inizieranno a coniare monete con l’effige del coccodrillo legato alla palma per celebrare le vittorie dell’imperatore; questa diventerà, a partire dal 1535, l’emblema della città.

Nel II secolo d.C. Nîmes raggiunge l’apice del suo splendore, per seguire poi le vicende della Gallia, conoscendo il declino dell’Impero Romano d’Occidente e le invasioni barbariche. Con l’arrivo dei Visigoti, nel V secolo d.C., inizia la decadenza, che continuerà inesorabile fino all’Ottavo secolo. Nei secoli successivi si ha un graduale ritorno alla prosperità grazie sia alla produzione agricola che a quella di stoffe, tra le quali una robusta tela blu che sarà conosciuta nel mondo come “denim”.

Notevoli sono le vestigia romane della città, a cominciare dall’Anfiteatro, tra i meglio conservati della romanità, uno dei più grandi della Gallia, con i suoi 133 metri di lunghezza e 101 di larghezza, capace di accogliere fino a ventimila spettatori; l’arena oggi ospita spettacoli di tauromachia, molto popolari nel sud della Francia. Il foro della Colonia Nemausus era circondato da un porticato, di cui ancor oggi si possono osservare resti di basamenti di colonne; al centro del foro si erge un tempio, dedicato a Caio e Lucio Cesare, nipoti di Ottaviano, oggi detto Maison Carrée, conservatosi praticamente intatto attraverso i secoli. Sempre di epoca romana sono il cosiddetto Tempio di Diana, che fino al XVI Secolo fu la chiesa di un convento di Benedettine, e l’ottagonale Torre Magna, con i suoi 32 metri la più alta della cinta muraria romana, osservatorio ideale sulla città e i suoi dintorni; da citare anche le porte di Arles, con le due arcate centrali per il transito dei veicoli e le due laterali, più piccole, per il traffico pedonale, e di Francia, sormontata da una galleria cieca, e il Castellum, serbatoio circolare scavato nella roccia dal quale si dipartivano le tubature che portavano l’acqua ai vari quartieri della città, punto di arrivo dell’acquedotto che, prima di giungere a Nîmes, scavalca la vallata del Gardon grazie all’imponente Pont du Gard. La struttura, patrimonio mondiale dell’Umanità, è lunga 275 metri e, con i suoi 48 metri di altezza suddivisi in tre ordini di arcate, è il più alto ponte del mondo romano.

La città non ci offre solo tracce del suo passato imperiale; non possiamo dimenticare infatti la Cattedrale di Nôtre Dame de Saint-Castor, consacrata nel 1096, abbellita da un fregio superiore considerato un capolavoro del Romanico francese, e il centro storico, che si offre al turista invitandolo a una passeggiata quanto mai affascinante: il mercato coperto di les Halles, la Cappella dei Gesuiti, i palazzi Regis, Bernis, Meynier, de Salinelles e le piazze du Marché e de l’Horloge, nella quale nacque Jean Nicot, l’esploratore che portò il tabacco in Europa. Da citare anche i Giardini della Fontana, costruiti nel Settecento da Mareschal e Dardahion rispettando la pianta dell’antico santuario celtico, tra i più antichi parchi pubblici d’Europa.

Numerosi sono i musei cittadini, tra i quali sono da ricordare il Museo Archeologico, il Museo di Storia Naturale, il Museo d’Arte Contemporanea, il Museo delle Culture Taurine, aperto dalla feria di Pentecoste alla fine di ottobre, e il Museo du Vieux Nîmes, che presenta la vita della città a partire dalla fine del Medioevo; una delle sue esposizioni tematiche è dedicata alla storica tela blu, il denim, nota in tutto il mondo per essere il tessuto dei blue jeans.

Di un certo interesse sono anche alcune opere architettoniche contemporanee: da citare il Nemausus I, complesso residenziale costituito da edifici a forma di nave in vetro e ferro, la Place d’Assas, con la fontana della Pace, lo Stadio des Costières, il Colosseum, centro con uffici, negozi e abitazioni e il Carré d’Art, galleria d’arte posta di fronte alla Maison Carrée.

Mario Govoni

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