Filed under Città del mondo, Parchi e natura

E’ evidente che per potersi lanciare tra le montagna con una tuta alare occorre una certa preparazione e predisposizione al volo, tanto che anche i più esperti, come l’uomo scoiattolo Jeb Corlis, hanno avuto incidenti più o meno gravi.

Il parapendio è, invece, più diffuso e meno pericoloso. Anche se non si è in grado di pilotarne uno, è possibile lanciarsi in tandem in diverse località del mondo. Oltre ad una discreta dose di adrenalina, si gode di viste mozzafiato e di un punto di vista a dir poco inusuale. Poter ammirare dall’alto le pendici del Monte Bianco, a Chamonix, le Montagne  Babadag, in Turchia, le Table Mountain, a Città del Capo, è un’esperienza che vale un viaggio.
Anche con il paracadute è possible lanciarsi in tandem, ovvero agganciati alle spalle di un paracadutista esperto. Alcuni dei posti migliori sono Queenstown, in Nuova Zelanda, o Taupo, capitale dello Skydive. Mozzafiato la vista di Guam, nelle Hawaii.

Se quelle citate sono esperienze estemporanee che , se pur estreme, non rendono estremo l ‘intero viaggio, le vere e proprie vacanze estreme sono altra cosa.
Camminare nel deserto a piedi, per esempio. Sia il Sahara che l’Outback Australiano sono territori che metterebbero a dura prova la resisstenza alla sete, al caldo, ma soprattutto la capacità dis tare soli e magari non incontrare niente e e nessuno per diversi giorni.

Anche lo sci alpinismo può essere considerato estremo, e viaggiare alla ricerca di montagne da scalare per poi scendere sulla propria tavola o sci, è un modo per godere della natura, dell’aria fresca e allo stesso tempo non intaccare gli equilibri. Ammesso che si sappia quali sono le zone percorribili, perché questa attività, se praticata da inesperti, potrebbe essere pericolosa e creare valanghe di neve.

Tuttavia il vero viaggio estremo è quello che ognuno sente come un modo per superare se stessi e i propri limiti. E’ chiaro che camminare 60 giorni tra i ghiacci del Circolo polare artico potrebbe essere più estremo di un tour dei Balcani in bicicletta, ma si tratta di limiti diversi, tarati sull’allenamento, la rpedisposizione e anche le risorse economiche di ciascuno.

Certo che percorrere lo Yucatan in moto o magari la Route 40, in Argentina, sono viaggi che hanno qualcosa di estremo. Forse di questi tempi, con tutti gli strumenti tecnologici a disposizione, satallitari e celluari, tutto diventa meno estremo di quanto lo poteva essere un tempo, ma certo è che in certe situazioni non è la tecnologia a salvarci o proteggerci e tantomeno a ridurre l’adrenalina che le grandi distanze, gli spazi immensi e gli interminabili chilometri possono ancora trasmettere.

Camminare sul Kilimangiaro o in Patagonia, percorrere le Canarie in Mountain Bike, attraversare la Bolivia in autostop o magari partire da Milano per arrivare a Palermo a piedi, sono avventure che riportano il viaggiatore in una dimensione autentica, lontano dalle vacanze preconfezionate. Questi sono viaggi, considerarli estremi serve a convincerci che c’è sempre un modo per andare oltre quello che di noi e del mondo già conosciamo.

Dario Sorgato

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