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La Rive Gauche parigina è il cuore intellettuale della città. Il Quartiere Latino, che sorge su questo lato del fiume, si stende su un’area che va da Saint Germain de Prés ai Giardini del Lussemburgo ed è frequentato da studenti, professori e ricercatori perché qui hanno sede scuole e istituti universitari: la Sorbona, una delle più prestigiose istituzioni universitarie del mondo, le università Paris II e Sorbonne Nouvelle, il campus di Jussieu, con le università Paris VI e Paris VII, il Collège de France; vi si trovano ancora le sedi di alcune grandi scuole francesi, come l’École des Mines de Paris, l’École nationale supérieure des beaux-arts, l’École Normale Supérieure, l’École polytechnique e l’Institut supérieur d’électronique. A contorno degli atenei e della biblioteca Sainte-Geneviève, con la facciata neorinascimentale e l’imponente sala di lettura del primo piano, divisa in due navate da una fila di colonne in ghisa, sorgono un gran numero di librerie specializzate in letteratura, filosofia, politica, arte, storia.

La spina dorsale del Quartiere Latino è, senz’altro, il Boulevard Saint Germain, lungo oltre tre chilometri e largo trenta metri, che nel suo percorso taglia Fauburg Saint Germain, con i suoi eleganti palazzi citati da Proust ne “La recherche du temp perdu, e rue Bonaparte, all’angolo della quale sorge l’abbazia di Saint Germain de Prés. Il Boulevard nasce nella seconda metà del XIX secolo per volere del Barone Haussmann, responsabile del riassetto urbanistico di Parigi, con lo scopo di fornire un’arteria di grande traffico ai quartieri centrali della Rive Gauche; palazzi II Impero, sedi ministeriali, Hôtels patrizi si affacciano sull’imponente arteria, accompagnati da boutiques e negozi di prestigiose firme francesi e internazionali. La parte centrale del Boulevard attraversa il quartiere omonimo, sorto, a partire dal XII secolo attorno all’abbazia, la più antica chiesa di Parigi. Le origini dell’imponente edificio religioso risalgono al 542, quando re Childeberto la fece costruire per ospitarvi le reliquie di San Vincenzo: l’edificio attuale fu costruito a partire dall’Undicesimo secolo e la superstite torre contiene una delle campane più antiche di Francia. L’interno è a tre navate, con cappelle laterali, transetto e abside circondata da cappelle radiali, il tutto in una mescolanza di stili che lo rende particolarmente interessante; tra le tombe di personaggi famosi spicca quella del filosofo Cartesio.

Di fronte all’abbazia, in Place de Saint Germain des Prés, si trova un locale che ha fatto la storia della cultura francese, e internazionale, degli ultimi centocinquanta anni circa: il Café Les deux Magots, che nasce, nel 1812 all’angolo di Rue de la Seine, come “magasin de nouveautés”, praticamente un negozio dove si vendevano oggetti provenienti da ogni parte del mondo. Dalle due statue cinesi che facevano bella mostra di loro nel salone, il negozio fu chiamato “Les deux Magots”; circa sessant’anni dopo il negozio fu trasferito nella sua attuale sede e, dopo un’altra dozzina d’anni, cambiò destinazione: da emporio divenne un café con mescita di liquori, frequentato da Verlaine, Rimbaud e Mallarmé, che là andavano a consumare la “fée verte”, l’assenzio. Il nome del locale rimase invariato, visto che le due statue erano rimaste al loro posto; il caffè fu sempre frequentato da un pubblico di intellettuali, pittori e scrittori: tra i suoi habitués si ricordano Picasso, Hemingway, Breton, Sartre, Simone De Beauvoir, Gide, Prévert. Dal 1933 il caffè da il nome all’omonimo premio letterario che nei suoi quasi ottant’anni di vita ha premiato artisti del calibro di Queneau, Topor, Garaudy.

A poca distanza da Les Deux Magots si trova un altro luogo celebre della vita intellettuale parigina: il Café de Flore, fondato nel 1887, così chiamato da una piccola scultura posta sull’altro lato del viale; frequentato da intellettuali come Sartre e Simone de Beauvoir, ha dato anch’esso il nome a un premio letterario, le Prix de Flore, che a settembre di ogni anno premia un giovane autore. Dall’altro lato della strada troviamo il terzo vertice di quello che è definito il “Triangolo d’Oro”: la Brasserie Lipp, forse la più famosa brasserie parigina. Fondato nel 1880 da Leonard Lipp, il locale raggiunse ben presto una solida reputazione tra politici, giornalisti e letterati; tra i suoi frequentatori si possono ricordare Gide, Malraux, Proust, St. Exupery, Camus, Sartre. Oggi è una delle mete preferite dei politici, tanto che scherzosamente è considerato un ramo del Parlamento. Consumare un pasto alla Lipp può essere l’occasione per sedersi dirimpetto a personaggi del jet set internazionale, come Jean Paul Gaultier, Jack Nickolson o Sophia Coppola. La Brasserie è un monumento storico per la sua famosa facciata di mogano lucido, le sue decorazioni del 1900, le ceramiche murali di Léon Fargues e i soffitti dipinti da Charly Garrey.

Mario Govoni

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