Filed under Città del mondo, Curiosità

Pare che una storiella molto popolare tra gli abitanti di Asmara racconti di un asmarino che, recatosi in Italia, si sorprese per quanto le città italiane somigliassero alla sua; gli abitanti di Asmara sono molto fieri della loro città e, probabilmente, non la cambierebbero con nessun altro posto al mondo. Le sue origini sono antichissime e una leggenda legata alla Bibbia vuole che, da queste parti, la Regina di Saba abbia partorito Menelik I, figlio di Re Salomone. Fonti storiche ci dicono che la città nacque, attorno al Millecento, dall’unione di quattro villaggi abitati da clan tribali tigrini, riunitisi per meglio fronteggiare le minacce e questa origine è testimoniata dal nome Arbaeta Asmara, che significa “I quattro sono uniti”. Fino all’Ottocento la città rimase un piccolo agglomerato di scarsa importanza, e iniziò il suo sviluppo quando vi fu fondato un importante mercato locale.

Harnet Avenue, Asmara

Harnet Avenue, Asmara. Foto di David Stanley

Nel 1889 le truppe italiane occuparono la città che, otto anni dopo, fu proclamata capitale dell’Eritrea: è di quel 1897 il neoclassico Palazzo del Governatore, oggi sede del Presidente della Repubblica, prima orma della lunga serie di impronte che gli architetti italiani avrebbero impresso sulla città. Nel 1911 Asmara fu collegata da una ferrovia a Massaua, prima capitale della colonia e importante porto sul Mar Rosso; trentacinque anni dopo il collegamento fu raddoppiato con la costruzione di un’arditissima teleferica, distrutta nel periodo dell’occupazione inglese, destinata a trasportare le merci dal porto alla capitale. L’opera, lunga settantacinque chilometri, era il più lungo impianto a fune del mondo e superava un dislivello di oltre 2300 metri tra il porto e la capitale sull’altopiano.

Asmara: il Cinema Impero

Asmara: il Cinema Impero. Foto di David Stanley

Dal 1897 alla fine degli anni Trenta la capitale della colonia fu abbellita e arricchita da edifici che rappresentano, ognuno, lo stile del periodo in cui furono eretti: la Sinagoga, nel 1906, è in stile neoclassico, come il teatro Asmara, leggermente rialzato e circondato da palme: all’interno, la volta sopra la sala è adornata da un affresco Art Nouveau che rappresenta otto fanciulle danzanti. La palazzina della Banca d’Italia, in stile eclettico, ricorda in tutto un palazzetto rinascimentale, con le due torrette laterali e gli archi a sesto acuto del pianterreno ripresi dalle bifore del primo piano. La cattedrale ortodossa, del 1930, è in stile razionalista; la cattedrale cattolica di San Giuseppe è antecedente di qualche anno e, con le sue forme e la facciata con mattoni a vista, si ispira allo stile romanico lombardo. Del Palazzo delle Poste e Telegrafi quello che colpisce non è tanto l’esterno quanto l’interno, con una decorazione policroma nei toni dell’ocra e del rosso. È negli anni tra il secondo e il terzo decennio del Ventesimo secolo, che Asmara assume l’aspetto attuale: nuove costruzioni in stile razionalista la resero simile a città e cittadine italiane come Sabaudia, Latina e le località della Bonifica Pontina, o Tresigallo, in provincia di Ferrara. La città divenne una sorta di laboratorio dove gli architetti italiani si sentivano liberi di sperimentare.

Asmara: Cattedrale di San Giuseppe

Asmara: la Cattedrale Cattolica di San Giuseppe. Foto di David Stanley

Esempi di architettura razionalista si trovano dappertutto: il Cinema Impero, che è la replica esatta dell’omonimo locale romano, i cinema Roma e Odeon, altri palazzi pubblici e privati sparsi nel centro della città ma la perla, che vale da sola il viaggio, è la stazione di servizio Fiat Tagliero, dove il razionalismo si mescola al futurismo. Nata come semplice pompa di benzina, fu ultimata nel 1938 su progetto dell’architetto Pettazzi che volle osare qualcosa che, nella madrepatria, mai avrebbe potuto. L’edificio, infatti, è una sorta d’aeroplano in cemento, con una torre a simulare gli impennaggi di coda, davanti alla quale un corpo d’edificio, adibito a negozio e uffici, termina con un’ampia vetrata, come fosse la cabina di pilotaggio. L’elemento assolutamente più ardito dell’opera sono le ali a sbalzo, lunghe ognuna quindici metri, costruite in calcestruzzo e autoportanti, in violazione alle leggi dell’epoca che prevedevano un sostegno per strutture di quel tipo. Una storia, forse non vera ma verosimile, racconta che il giorno prima dell’inaugurazione gli operai addetti alla costruzione si rifiutarono di togliere i pali di sostegno e l’architetto Pettazzi dovete costringerli a farlo impugnando la pistola. Le ali ressero e sono ancora lì, a far bella mostra di loro a distanza di quasi ottant’anni.

Asmara: Fiat Tagliero

Asmara: l’architettura futurista della stazione di servizio Fiat Tagliero. Foto di David Stanley

Asmara è sopravvissuta praticamente indenne alla Seconda Guerra Mondiale e all’occupazione inglese, alla lotta di indipendenza e alla guerra con l’Etiopia, mantenendo quest’aria da cittadina italiana di provincia e il governo eritreo ha deciso di salvaguardare questa sua caratteristica, che la rende una città unica in tutto il continente africano. Un’ampia zona del centro cittadino, infatti, è stata protetta, impedendo modifiche o demolizioni agli edifici di interesse storico.

Asmara: Cattedrale Ortodosa di Enda Mariam

Asmara: la Cattedrale Ortodossa di Enda Mariam. Foto di David Stanley

Secondo il servizio “Viaggiare sicuri” del Ministero degli Esteri, l’Eritrea è considerata una meta abbastanza sicura anche se si raccomanda, prima della partenza, di consultare la scheda del paese e di attenersi scrupolosamente a quanto vi è riportato in materia di sicurezza, sanità e formalità valutarie e doganali. In particolare, al momento della stesura di questo post, erano sconsigliati viaggi nelle zone di confine con Etiopia e Sudan, considerate instabili, e a prestare attenzione a viaggi fuori dalla capitale o in ore notturne.

Volta del teatro dell'Opera di Asmara

L’affresco della volta del Teatro dell’opera di Asmara. Foto di David Stanley

Non ci sono voli diretti dall’Italia, ma occorre fare scalo al Cairo per il volo trisettimanale della Egypt Air da Roma, a Sana’a per il volo settimanale della Yemen Airways e a Istanbul per quello trisettimanale della Turkish Airlines; altre soluzioni prevedono scali a Jeddah, Dubai o Karthoum.
Mario Govoni

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