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Città asiatiche: ecco le migliori

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È difficile trovare contrasti maggiori: nelle città dell’Asia l’atmosfera internazionale incontra i tesori affascinanti del passato. Vi consigliamo quali città in Asia orientale e sud-orientale ci hanno particolarmente colpito.

Bangkok

Frenetica, rumorosa e snervante: ecco Bangkok. La metropoli tailandese che non sta mai ferma è una di quelle che o si amano o si odiano. Meritano senz’ombra di dubbio una visita il Palazzo Reale e il Wat Pho, il tempio del Budda sdraiato. Bangkok è inoltre un paradiso per gli amanti della cucina tailandese: in praticamente tutte le piccole trattorie ai lati della strada si può mangiare divinamente.

Foto: iStock

Foto: iStock

Hong Kong

A Hong Kong si scontrano l’Oriente e l’Occidente: la “New York dell’Asia” ha persino più grattacieli della sua controparte americana. È possibile godere della vista migliore su questa Megacity affascinante e moderna dal Victoria Peak, con i suoi 552 metri d’altezza. Al tempo stesso, però, a Hong Kong anche la cultura cinese è onnipresente: in tutta la città è infatti possibile imbattersi in antichi templi cinesi. More »

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Le 10 regioni metropolitane più grandi del mondo

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Tradotto dalla versione tedesco di questo articolo.

Secondo le più recenti valutazioni, all’inizio dell’anno 2015 su questo pianeta vivevano addirittura 7,3 miliardi di esseri umani. Ma quali sono le zone più popolate del pianeta? Oggi vi mostriamo le dieci regioni metropolitane più grandi del mondo, che vantano tutte dimensioni gigantesche.

1. Tokyo: 37.843.000 abitanti

Nella capitale del Giappone a volte si può davvero perdere la pazienza: possono anche volerci ore per spostarsi da un punto della città a un altro. Non c’è da stupirsi: per quanto sembri incredibile, nella regione urbana di Tokyo vivono quasi 38 milioni di persone.

Foto: flickr, Carl Nenzén Lovén

Foto: flickr, Carl Nenzén Lovén

2. Giacarta: 30.539.000 abitanti

Nell’area metropolitana di Giacarta vivono addirittura 30 milioni di persone. La capitale indonesiana si posiziona quindi al secondo posto fra le regioni metropolitane più grandi del mondo. È necessario armarsi di molto tempo e pazienza quando ci si vuole spostare in questa giungla urbana. More »

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Gli sky bar più spettacolari al mondo

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Tradotto dalla versione tedesco di questo articolo.

 

Bangkok, New York, Singapore: dall’alto dei tetti di queste città metropolitane la caipirinha è semplicemente più buona. Oggi vogliamo presentarvi otto bar situati ad un’altezza vertiginosa che devi assolutamente visitare almeno una volta nella vita.

 

 

Bangkok: Sky Bar, Lebua State Tower

Ad una sbalorditiva altezza di 230 metri lo sky bar del Lebua State Tower domina tra i tetti di Bangkok. Questo sky bar è molto famoso grazie al film “Una notte da leoni 2” e all’interno del menù c’è un cocktail di nome “Hangovertini”. Se questo cocktail sia stato davvero stato creato apposta per la troupe del film non lo sappiamo ma non c’è dubbio che sia ottimo. More »

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New Orleans, Boston, Chicago: città uniche sparse per gli USA

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Tradotto dalla versione tedesco di questo articolo.

In nessun altro posto al mondo ci sono così tante città spettacolari come negli Stati Uniti d’America. Tutte quante rispondono perfettamente a quei cliché che sono ben radicati nelle nostre menti: lo stile europeo di Boston, l’industria del cinema a Los Angeles, il fascino del sud di New Orleans e l’inconfondibile Skyline di New York. Ognuna di queste città si contraddistingue per il suo stile personale e per il modo di vivere. Per queste e molte altre città abbiamo di recente aumentato il numero delle nostre guide in inglese e incrementato i contenuti all’interno della app tripwolf grazie alla operazione con Fodor’s Travel!

Foto: Katharina Werni

Boston

La città americana più europea fa colpo grazie al suo centro cittadino ricco di storia e ben curato. I nuovi arrivati a Boston si faranno un’ottima impressione della città lungo la Freedom Trail: i percorsi, segnati con mattoni rossi, conducono attraverso sedici siti storici significativi ed edifici.
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Asmara, un angolo d’Italia nel Corno d’Africa

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Pare che una storiella molto popolare tra gli abitanti di Asmara racconti di un asmarino che, recatosi in Italia, si sorprese per quanto le città italiane somigliassero alla sua; gli abitanti di Asmara sono molto fieri della loro città e, probabilmente, non la cambierebbero con nessun altro posto al mondo. Le sue origini sono antichissime e una leggenda legata alla Bibbia vuole che, da queste parti, la Regina di Saba abbia partorito Menelik I, figlio di Re Salomone. Fonti storiche ci dicono che la città nacque, attorno al Millecento, dall’unione di quattro villaggi abitati da clan tribali tigrini, riunitisi per meglio fronteggiare le minacce e questa origine è testimoniata dal nome Arbaeta Asmara, che significa “I quattro sono uniti”. Fino all’Ottocento la città rimase un piccolo agglomerato di scarsa importanza, e iniziò il suo sviluppo quando vi fu fondato un importante mercato locale.

Harnet Avenue, Asmara

Harnet Avenue, Asmara. Foto di David Stanley

Nel 1889 le truppe italiane occuparono la città che, otto anni dopo, fu proclamata capitale dell’Eritrea: è di quel 1897 il neoclassico Palazzo del Governatore, oggi sede del Presidente della Repubblica, prima orma della lunga serie di impronte che gli architetti italiani avrebbero impresso sulla città. Nel 1911 Asmara fu collegata da una ferrovia a Massaua, prima capitale della colonia e importante porto sul Mar Rosso; trentacinque anni dopo il collegamento fu raddoppiato con la costruzione di un’arditissima teleferica, distrutta nel periodo dell’occupazione inglese, destinata a trasportare le merci dal porto alla capitale. L’opera, lunga settantacinque chilometri, era il più lungo impianto a fune del mondo e superava un dislivello di oltre 2300 metri tra il porto e la capitale sull’altopiano. More »

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San Pietroburgo, la metropoli del Nord

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Tra le grandi città europee un posto di spicco spetta senz’altro a San Pietroburgo, considerata, con i suoi quasi cinque milioni di abitanti, la metropoli più settentrionale del mondo. Chiamata la “Venezia del Nord”, sorge su isole e isolotti del delta del fiume Neva, e offre ai visitatori duecento musei, ottanta teatri e un gran numero di palazzi, chiese, monumenti, biblioteche e gallerie, a dimostrare il fervore culturale che l’ha contraddistinta fin dalla sua nascita. Era il 1703 quando lo zar Pietro I il Grande incaricò l’architetto Domenico Trezzini di progettare una città in queste terre affacciate sul Golfo di Finlandia e strappate agli Svedesi. La guerra ancora in corso con i vicini baltici fece sì che il primo nucleo della futura capitale degli Zar fosse la Fortezza dei Santi Pietro e Paolo, sull’isola Zayachy, all’interno della quale fu edificata l’omonima cattedrale, molto semplice ma ugualmente di grande bellezza. Poco dopo iniziarono i lavori che avrebbero trasformato l’isola di Kotlin, posta in posizione strategica all’imbocco della baia, nella città fortezza di Kronstadt, inespugnabile base navale della Marina militare Russa.

La Fortezza di Pietro e Paolo

La Fortezza di Pietro e Paolo. Foto di Fr Maxim Massalitin

Nel 1712 Pietro I trasferì a San Pietroburgo la capitale del suo impero e obbligò nobili e funzionari a trasferirvisi, favorendo così il rapido sviluppo della città; in virtù di questo tutte le tendenze architettoniche dei secoli XVIII e XIX sono ampiamente rappresentate in città, tanto da poterla quasi considerare un manuale di architettura a cielo aperto. San Pietroburgo divenne ben presto il principale porto commerciale tra la Russia e l’Europa, soppiantando Arcangel’sk, posta molto più a nord sul Mar Bianco. La sua posizione, e la ferma volontà di Pietro I di occidentalizzare il suo impero, fecero sì che San Pietroburgo fosse la porta tra l’Europa e l’Oriente russo, rivolto all’Asia; città cosmopolita, divenne ben presto un centro culturale di prima grandezza e nell’Ottocento vide la vita e le opere di alcuni tra i più grandi compositori del secolo, come Aleksandr Borodin, Modest Musorgskij e Nikolaj Rimskij-Korsakov, e di scrittori come Aleksandr Sergeevic Puškin, considerato il padre del russo letterario, Nikolaj Vasil’evic Gogol’, che qui visse e insegnò per qualche anno, e Fëdor Michajlovic Dostoevskij: i personaggi del suo “Delitto e castigo” si muovono nei pressi della Sennaja Plošcad’ e lungo il Canale Griboedov e la città è anche, in qualche modo, protagonista del suo romanzo breve “Le notti bianche”. Sul lungofiume della Mojka si può visitare la casa museo di Puškin, mentre in Kuznecnyj Pereulok 5/2 c’è l’ultima dimora di Dostoevskij, dove lo scrittore terminò il suo ultimo capolavoro, “I fratelli Karamazov”. More »

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Anno nuovo, nuovi viaggi: mete per il 2015

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Eventi culturali, fenomeni naturali, luoghi sconosciuti – anche nel 2015 ci sono numerosi buoni motivi per mettersi in viaggio. Ecco alcune destinazion i per il nuovo anno.

1. Vienna (Austria)

“Vienna, Vienna, solo tu puoi essere la città dei miei sogni”, scriveva il compositore viennese Rudolf Sieczyński riferendosi alla capitale austrica. Nel 2015 vale la pena di visitare Vienna dato che qui si terrà l’Eurovision Song Contesta grazie a Wurst e il ring di Vienna e i suoi monumenti festeggiano i loro 150 anni con mostre temporanee e visite guidate speciali. Anche l’università di Vienna compie 650 anni ed è quindi l’università di lingua tedesca più antica di quelle ancora esistenti.

 
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Il ring di Vienna. Foto: flickr, shlomp-a-plompa

 
Il ring di Vienna. Foto: flickr, Harshil Shah

Il ring di Vienna. Foto: flickr, Harshil Shah

 

2. Verso Nord

Il 2015 è l’anno internazionale della luce e per questo motivo ci sono molte offerte per andare a vedere l’aurora boreale. Con un po’ di fortuna i viaggiatori potranno ammirare questo meraviglioso fenomeno naturale. Tra le migliori destinazioni per andare a vedere l’aurora boreale annoveriamo il nord della Scandinavia, il nord della Scozia, Spitzbergen, Islanda, Groenlandia, Canada, Alaska e la Siberia del nord.
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Le sette meraviglie del mondo

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Il giovane ateniese Crisippo decise di partire per visitare luoghi dei quali aveva sentito parlare nelle taverne del Pireo: avrebbe viaggiato in paesi lontani, visto cose meravigliose e conosciuto popoli diversi dai Greci, decisamente una prospettiva allettante, tale da far dimenticare le indubbie difficoltà dell’impresa. Era quello che, in epoca successiva, sarebbe stato identificato come il 240 a.C. quando il nostro eroe si mise in cammino; equipaggiamento leggero, un po’ di dracme e via, a piedi verso occidente per raggiungere la prima tappa: Olimpia, al di là dell’istmo di Corinto, sulle coste ioniche del Peloponneso, oltrepassando i monti dell’Argolide e dell’Arcadia.

Statue dal frontone del tempio di Zeus. Olimpia, Museo Archeologico.

Statue dal frontone del tempio di Zeus. Olimpia, Museo Archeologico. Foto di Pilar Roa.

Olimpia era la città dei giochi panellenici più antichi e più sacri, nei quali i più forti atleti della Grecia, da tempo immemorabile, si sfidavano per essere celebrati dai posteri e per fregiarsi di una corona d’alloro. La sua meta non era lo stadio o la palestra, ma il santuario di Zeus, che sorgeva alla confluenza dei fiumi Cadeo e Alfeo. Si avvicinò con reverenza al tempio, ammirò le storie raffigurate sui frontoni e le metope, poi, come se avesse dovuto raccogliere tutto il suo coraggio, entrò e salì una scala che portava a una galleria sopraelevata: quello era l’unico luogo dal quale si poteva ammirare in tutto il suo splendore la statua di Zeus, in avorio e oro. Il nitore del corpo del dio, lo sfolgorare metallico delle sue vesti, l’imponenza della figura seduta, la testa della quale arrivava a sfiorare l’alto soffitto dell’edificio gli tolsero il fiato, lo lasciarono quasi stordito. Se il dio miracolosamente si fosse alzato, sicuramente avrebbe scoperchiato il tempio. Qualche giorno dopo decise che era ora di partire per la tappa successiva del suo viaggio e raggiunse il porto di Kalamata, in Messenia: da lì si sarebbe imbarcato per l’Egitto. More »

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Mercatini di Natale a Berlino

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Che il periodo natalizio sia bollato come un’orgia consumistica è un dato di fatto abbastanza condiviso e risaputo. Spesso, però, predichiamo bene e razzoliamo male, facendoci coinvolgere tutti, chi più chi meno, dalla smania del regalo e ignorando le antiche tradizioni che si celano dietro alle strenne natalizie. In fondo, poi, un regalo dà piacere sia a chi lo fa sia a chi lo riceve, soprattutto se a questa attività, magari, associamo anche un bel viaggio. Di mercatini di Natale, infatti, possiamo dire che è pieno il mondo, almeno quello di tradizione cristiana, quindi non abbiamo che l’imbarazzo della scelta sulla nostra meta. Questa volta tocca a Berlino: la capitale della Germania è una delle metropoli europee più moderne e vivaci e si distingue anche per la varietà e la ricchezza dei suoi oltre cinquanta mercatini di Natale. Ogni quartiere della città ne è coinvolto e il visitatore unisce alla possibilità di acquistare prodotti caratteristici e oggetti particolari quella di visitare una bellissima città ricca di storia, arte e cultura. Visto il numero di manifestazioni di questo tipo, un po’ a malincuore abbiamo dovuto fare delle scelte, limitandoci a quelle più famose e frequentate.

Mercatino di Santa Lucia a Pankow

Mercatino di Santa Lucia a Pankow. Foto di Tim Lucas

Non si può raccontare la Germania senza parlare della birra, e uno dei mercatini di Natale più famosi di Berlino si svolge, appunto, in un’antica fabbrica di birra. Siamo a Pankow, nella zona settentrionale della città, in quello che, fino al 1990, era uno dei quartieri più prestigiosi dell’allora Berlino Est. Nei due cortili interni di un edificio industriale del XIX secolo, a  Prenzlauer Berg, si tiene un mercatino fortemente ispirato alle tradizioni scandinave del culto di Santa Lucia. L’ambiente caldo e accogliente e le decorazioni nei toni del giallo e del rosso fanno da cornice a circa 50 bancarelle che offrono prodotti del Nord Europa, con musica e giostre ad allietare i visitatori. More »

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Sainte-Chapelle, il trionfo del gotico

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Spesso chi va a Parigi segue un giro turistico abbastanza stereotipato: la Tour Eiffel, l’Arco di Trionfo, gli Champs-Élysées, il Louvre, le vie dello shopping e i grandi magazzini, la Rive Gauche e Notre-Dame. Qualche appassionato di pittura si spinge al Museo d’Orsay ad ammirare i capolavori dell’Impressionismo, qualche altro si addentra nelle caratteristiche stradine del Marais e raggiunge Place des Vosges, oppure arriva fino al monumentale cimitero del Père-Lachaise, o alla basilica del Sacro Cuore. Di tutto questo fiume di turisti solo una parte piccola, anche se non piccolissima, si allontana di poche centinaia di metri dalla Cattedrale e raggiunge il complesso di edifici che costituisce il Palazzo di Giustizia. Qui, dall’entrata della Conciergerie, ultimo residuo di quello che fu il Palais de la Cité, la dimora dei Re di Francia fino al 1358, dopo aver attraversato controlli di sicurezza degni di un aeroporto, si entra in un cortile dominato, fin da subito, da una mole incombente ma lieve e elegante: la Sainte-Chapelle.

SainteChapelle

La Sainte-Chapelle. Foto di ayelienne

L’edificio fu voluto da Luigi IX come cappella palatina e reliquiario, destinato a contenere le reliquie in possesso della Corona di Francia, tra le quali le più venerate erano la Corona di Spine, un frammento della Croce e uno dei chiodi della Crocifissione. Il Re era molto devoto, tanto che fu santificato, e spese grandi somme di denaro sia per la costruzione della Cappella, che costò quarantamila lire tornesi, sia per l’acquisizione delle reliquie. La Corona di Spine, infatti, fu ottenuta nel 1239 da Baldovino II, imperatore latino di Costantinopoli, che la cedette come pegno per un prestito di centotrentacinquamila lire tornesi ottenuto da Luigi IX. Il Re aveva speso queste somme, enormi per l’epoca, mosso oltre che dalla devozione anche da calcolo politico: le reliquie, venerate dal popolo, servivano a rafforzare il suo regno in un periodo di grandi tensioni esterne, con il Regno d’Inghilterra, e interne, con i grandi feudatari, sempre pronti a sottrarsi all’autorità regia. La storia dell’edificio è molto tormentata: incendi, danneggiamenti, ricostruzioni e ristrutturazioni la videro più volte protagonista. Sconsacrata (e le reliquie che custodiva traslate a Notre-Dame), divenne sede del parlamento di Parigi e, durante la Rivoluzione Francese, sede di uffici amministrativi i cui grandi scaffali oscurarono le splendide vetrate, preservandole da danni. More »

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