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Gli sky bar più spettacolari al mondo

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Tradotto dalla versione tedesco di questo articolo.

 

Bangkok, New York, Singapore: dall’alto dei tetti di queste città metropolitane la caipirinha è semplicemente più buona. Oggi vogliamo presentarvi otto bar situati ad un’altezza vertiginosa che devi assolutamente visitare almeno una volta nella vita.

 

 

Bangkok: Sky Bar, Lebua State Tower

Ad una sbalorditiva altezza di 230 metri lo sky bar del Lebua State Tower domina tra i tetti di Bangkok. Questo sky bar è molto famoso grazie al film “Una notte da leoni 2” e all’interno del menù c’è un cocktail di nome “Hangovertini”. Se questo cocktail sia stato davvero stato creato apposta per la troupe del film non lo sappiamo ma non c’è dubbio che sia ottimo. More »

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New Orleans, Boston, Chicago: città uniche sparse per gli USA

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Tradotto dalla versione tedesco di questo articolo.

In nessun altro posto al mondo ci sono così tante città spettacolari come negli Stati Uniti d’America. Tutte quante rispondono perfettamente a quei cliché che sono ben radicati nelle nostre menti: lo stile europeo di Boston, l’industria del cinema a Los Angeles, il fascino del sud di New Orleans e l’inconfondibile Skyline di New York. Ognuna di queste città si contraddistingue per il suo stile personale e per il modo di vivere. Per queste e molte altre città abbiamo di recente aumentato il numero delle nostre guide in inglese e incrementato i contenuti all’interno della app tripwolf grazie alla operazione con Fodor’s Travel!

Foto: Katharina Werni

Boston

La città americana più europea fa colpo grazie al suo centro cittadino ricco di storia e ben curato. I nuovi arrivati a Boston si faranno un’ottima impressione della città lungo la Freedom Trail: i percorsi, segnati con mattoni rossi, conducono attraverso sedici siti storici significativi ed edifici.
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Asmara, un angolo d’Italia nel Corno d’Africa

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Pare che una storiella molto popolare tra gli abitanti di Asmara racconti di un asmarino che, recatosi in Italia, si sorprese per quanto le città italiane somigliassero alla sua; gli abitanti di Asmara sono molto fieri della loro città e, probabilmente, non la cambierebbero con nessun altro posto al mondo. Le sue origini sono antichissime e una leggenda legata alla Bibbia vuole che, da queste parti, la Regina di Saba abbia partorito Menelik I, figlio di Re Salomone. Fonti storiche ci dicono che la città nacque, attorno al Millecento, dall’unione di quattro villaggi abitati da clan tribali tigrini, riunitisi per meglio fronteggiare le minacce e questa origine è testimoniata dal nome Arbaeta Asmara, che significa “I quattro sono uniti”. Fino all’Ottocento la città rimase un piccolo agglomerato di scarsa importanza, e iniziò il suo sviluppo quando vi fu fondato un importante mercato locale.

Harnet Avenue, Asmara

Harnet Avenue, Asmara. Foto di David Stanley

Nel 1889 le truppe italiane occuparono la città che, otto anni dopo, fu proclamata capitale dell’Eritrea: è di quel 1897 il neoclassico Palazzo del Governatore, oggi sede del Presidente della Repubblica, prima orma della lunga serie di impronte che gli architetti italiani avrebbero impresso sulla città. Nel 1911 Asmara fu collegata da una ferrovia a Massaua, prima capitale della colonia e importante porto sul Mar Rosso; trentacinque anni dopo il collegamento fu raddoppiato con la costruzione di un’arditissima teleferica, distrutta nel periodo dell’occupazione inglese, destinata a trasportare le merci dal porto alla capitale. L’opera, lunga settantacinque chilometri, era il più lungo impianto a fune del mondo e superava un dislivello di oltre 2300 metri tra il porto e la capitale sull’altopiano. More »

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San Pietroburgo, la metropoli del Nord

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Tra le grandi città europee un posto di spicco spetta senz’altro a San Pietroburgo, considerata, con i suoi quasi cinque milioni di abitanti, la metropoli più settentrionale del mondo. Chiamata la “Venezia del Nord”, sorge su isole e isolotti del delta del fiume Neva, e offre ai visitatori duecento musei, ottanta teatri e un gran numero di palazzi, chiese, monumenti, biblioteche e gallerie, a dimostrare il fervore culturale che l’ha contraddistinta fin dalla sua nascita. Era il 1703 quando lo zar Pietro I il Grande incaricò l’architetto Domenico Trezzini di progettare una città in queste terre affacciate sul Golfo di Finlandia e strappate agli Svedesi. La guerra ancora in corso con i vicini baltici fece sì che il primo nucleo della futura capitale degli Zar fosse la Fortezza dei Santi Pietro e Paolo, sull’isola Zayachy, all’interno della quale fu edificata l’omonima cattedrale, molto semplice ma ugualmente di grande bellezza. Poco dopo iniziarono i lavori che avrebbero trasformato l’isola di Kotlin, posta in posizione strategica all’imbocco della baia, nella città fortezza di Kronstadt, inespugnabile base navale della Marina militare Russa.

La Fortezza di Pietro e Paolo

La Fortezza di Pietro e Paolo. Foto di Fr Maxim Massalitin

Nel 1712 Pietro I trasferì a San Pietroburgo la capitale del suo impero e obbligò nobili e funzionari a trasferirvisi, favorendo così il rapido sviluppo della città; in virtù di questo tutte le tendenze architettoniche dei secoli XVIII e XIX sono ampiamente rappresentate in città, tanto da poterla quasi considerare un manuale di architettura a cielo aperto. San Pietroburgo divenne ben presto il principale porto commerciale tra la Russia e l’Europa, soppiantando Arcangel’sk, posta molto più a nord sul Mar Bianco. La sua posizione, e la ferma volontà di Pietro I di occidentalizzare il suo impero, fecero sì che San Pietroburgo fosse la porta tra l’Europa e l’Oriente russo, rivolto all’Asia; città cosmopolita, divenne ben presto un centro culturale di prima grandezza e nell’Ottocento vide la vita e le opere di alcuni tra i più grandi compositori del secolo, come Aleksandr Borodin, Modest Musorgskij e Nikolaj Rimskij-Korsakov, e di scrittori come Aleksandr Sergeevic Puškin, considerato il padre del russo letterario, Nikolaj Vasil’evic Gogol’, che qui visse e insegnò per qualche anno, e Fëdor Michajlovic Dostoevskij: i personaggi del suo “Delitto e castigo” si muovono nei pressi della Sennaja Plošcad’ e lungo il Canale Griboedov e la città è anche, in qualche modo, protagonista del suo romanzo breve “Le notti bianche”. Sul lungofiume della Mojka si può visitare la casa museo di Puškin, mentre in Kuznecnyj Pereulok 5/2 c’è l’ultima dimora di Dostoevskij, dove lo scrittore terminò il suo ultimo capolavoro, “I fratelli Karamazov”. More »

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Anno nuovo, nuovi viaggi: mete per il 2015

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Eventi culturali, fenomeni naturali, luoghi sconosciuti – anche nel 2015 ci sono numerosi buoni motivi per mettersi in viaggio. Ecco alcune destinazion i per il nuovo anno.

1. Vienna (Austria)

“Vienna, Vienna, solo tu puoi essere la città dei miei sogni”, scriveva il compositore viennese Rudolf Sieczyński riferendosi alla capitale austrica. Nel 2015 vale la pena di visitare Vienna dato che qui si terrà l’Eurovision Song Contesta grazie a Wurst e il ring di Vienna e i suoi monumenti festeggiano i loro 150 anni con mostre temporanee e visite guidate speciali. Anche l’università di Vienna compie 650 anni ed è quindi l’università di lingua tedesca più antica di quelle ancora esistenti.

 
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Il ring di Vienna. Foto: flickr, shlomp-a-plompa

 
Il ring di Vienna. Foto: flickr, Harshil Shah

Il ring di Vienna. Foto: flickr, Harshil Shah

 

2. Verso Nord

Il 2015 è l’anno internazionale della luce e per questo motivo ci sono molte offerte per andare a vedere l’aurora boreale. Con un po’ di fortuna i viaggiatori potranno ammirare questo meraviglioso fenomeno naturale. Tra le migliori destinazioni per andare a vedere l’aurora boreale annoveriamo il nord della Scandinavia, il nord della Scozia, Spitzbergen, Islanda, Groenlandia, Canada, Alaska e la Siberia del nord.
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Le sette meraviglie del mondo

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Il giovane ateniese Crisippo decise di partire per visitare luoghi dei quali aveva sentito parlare nelle taverne del Pireo: avrebbe viaggiato in paesi lontani, visto cose meravigliose e conosciuto popoli diversi dai Greci, decisamente una prospettiva allettante, tale da far dimenticare le indubbie difficoltà dell’impresa. Era quello che, in epoca successiva, sarebbe stato identificato come il 240 a.C. quando il nostro eroe si mise in cammino; equipaggiamento leggero, un po’ di dracme e via, a piedi verso occidente per raggiungere la prima tappa: Olimpia, al di là dell’istmo di Corinto, sulle coste ioniche del Peloponneso, oltrepassando i monti dell’Argolide e dell’Arcadia.

Statue dal frontone del tempio di Zeus. Olimpia, Museo Archeologico.

Statue dal frontone del tempio di Zeus. Olimpia, Museo Archeologico. Foto di Pilar Roa.

Olimpia era la città dei giochi panellenici più antichi e più sacri, nei quali i più forti atleti della Grecia, da tempo immemorabile, si sfidavano per essere celebrati dai posteri e per fregiarsi di una corona d’alloro. La sua meta non era lo stadio o la palestra, ma il santuario di Zeus, che sorgeva alla confluenza dei fiumi Cadeo e Alfeo. Si avvicinò con reverenza al tempio, ammirò le storie raffigurate sui frontoni e le metope, poi, come se avesse dovuto raccogliere tutto il suo coraggio, entrò e salì una scala che portava a una galleria sopraelevata: quello era l’unico luogo dal quale si poteva ammirare in tutto il suo splendore la statua di Zeus, in avorio e oro. Il nitore del corpo del dio, lo sfolgorare metallico delle sue vesti, l’imponenza della figura seduta, la testa della quale arrivava a sfiorare l’alto soffitto dell’edificio gli tolsero il fiato, lo lasciarono quasi stordito. Se il dio miracolosamente si fosse alzato, sicuramente avrebbe scoperchiato il tempio. Qualche giorno dopo decise che era ora di partire per la tappa successiva del suo viaggio e raggiunse il porto di Kalamata, in Messenia: da lì si sarebbe imbarcato per l’Egitto. More »

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Mercatini di Natale a Berlino

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Che il periodo natalizio sia bollato come un’orgia consumistica è un dato di fatto abbastanza condiviso e risaputo. Spesso, però, predichiamo bene e razzoliamo male, facendoci coinvolgere tutti, chi più chi meno, dalla smania del regalo e ignorando le antiche tradizioni che si celano dietro alle strenne natalizie. In fondo, poi, un regalo dà piacere sia a chi lo fa sia a chi lo riceve, soprattutto se a questa attività, magari, associamo anche un bel viaggio. Di mercatini di Natale, infatti, possiamo dire che è pieno il mondo, almeno quello di tradizione cristiana, quindi non abbiamo che l’imbarazzo della scelta sulla nostra meta. Questa volta tocca a Berlino: la capitale della Germania è una delle metropoli europee più moderne e vivaci e si distingue anche per la varietà e la ricchezza dei suoi oltre cinquanta mercatini di Natale. Ogni quartiere della città ne è coinvolto e il visitatore unisce alla possibilità di acquistare prodotti caratteristici e oggetti particolari quella di visitare una bellissima città ricca di storia, arte e cultura. Visto il numero di manifestazioni di questo tipo, un po’ a malincuore abbiamo dovuto fare delle scelte, limitandoci a quelle più famose e frequentate.

Mercatino di Santa Lucia a Pankow

Mercatino di Santa Lucia a Pankow. Foto di Tim Lucas

Non si può raccontare la Germania senza parlare della birra, e uno dei mercatini di Natale più famosi di Berlino si svolge, appunto, in un’antica fabbrica di birra. Siamo a Pankow, nella zona settentrionale della città, in quello che, fino al 1990, era uno dei quartieri più prestigiosi dell’allora Berlino Est. Nei due cortili interni di un edificio industriale del XIX secolo, a  Prenzlauer Berg, si tiene un mercatino fortemente ispirato alle tradizioni scandinave del culto di Santa Lucia. L’ambiente caldo e accogliente e le decorazioni nei toni del giallo e del rosso fanno da cornice a circa 50 bancarelle che offrono prodotti del Nord Europa, con musica e giostre ad allietare i visitatori. More »

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Sainte-Chapelle, il trionfo del gotico

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Spesso chi va a Parigi segue un giro turistico abbastanza stereotipato: la Tour Eiffel, l’Arco di Trionfo, gli Champs-Élysées, il Louvre, le vie dello shopping e i grandi magazzini, la Rive Gauche e Notre-Dame. Qualche appassionato di pittura si spinge al Museo d’Orsay ad ammirare i capolavori dell’Impressionismo, qualche altro si addentra nelle caratteristiche stradine del Marais e raggiunge Place des Vosges, oppure arriva fino al monumentale cimitero del Père-Lachaise, o alla basilica del Sacro Cuore. Di tutto questo fiume di turisti solo una parte piccola, anche se non piccolissima, si allontana di poche centinaia di metri dalla Cattedrale e raggiunge il complesso di edifici che costituisce il Palazzo di Giustizia. Qui, dall’entrata della Conciergerie, ultimo residuo di quello che fu il Palais de la Cité, la dimora dei Re di Francia fino al 1358, dopo aver attraversato controlli di sicurezza degni di un aeroporto, si entra in un cortile dominato, fin da subito, da una mole incombente ma lieve e elegante: la Sainte-Chapelle.

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La Sainte-Chapelle. Foto di ayelienne

L’edificio fu voluto da Luigi IX come cappella palatina e reliquiario, destinato a contenere le reliquie in possesso della Corona di Francia, tra le quali le più venerate erano la Corona di Spine, un frammento della Croce e uno dei chiodi della Crocifissione. Il Re era molto devoto, tanto che fu santificato, e spese grandi somme di denaro sia per la costruzione della Cappella, che costò quarantamila lire tornesi, sia per l’acquisizione delle reliquie. La Corona di Spine, infatti, fu ottenuta nel 1239 da Baldovino II, imperatore latino di Costantinopoli, che la cedette come pegno per un prestito di centotrentacinquamila lire tornesi ottenuto da Luigi IX. Il Re aveva speso queste somme, enormi per l’epoca, mosso oltre che dalla devozione anche da calcolo politico: le reliquie, venerate dal popolo, servivano a rafforzare il suo regno in un periodo di grandi tensioni esterne, con il Regno d’Inghilterra, e interne, con i grandi feudatari, sempre pronti a sottrarsi all’autorità regia. La storia dell’edificio è molto tormentata: incendi, danneggiamenti, ricostruzioni e ristrutturazioni la videro più volte protagonista. Sconsacrata (e le reliquie che custodiva traslate a Notre-Dame), divenne sede del parlamento di Parigi e, durante la Rivoluzione Francese, sede di uffici amministrativi i cui grandi scaffali oscurarono le splendide vetrate, preservandole da danni. More »

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Berlino, Milano o Lione: tripwolf e Suprice Hotels ti regalano un viaggio in una città!

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Vinci due notti grazie a SURPRICE Hotels e la relativa guida turistica offerta da tripwolf per Berlino, Milano o Lione.

È già agosto e non sei ancora andato in vacanza? Abbiamo la soluzione giusta per te: un fine settimana all’insegna di monumenti, cultura e shopping in tre interessanti città europee: Berlino, Milano e Lione! tripwolf e SURPRICE Hotels regaleranno a tre utenti tripwolf un pacchetto vacanza in una di queste tre città, inclusivo di due notti in hotel e la guida turistica tripwolf, in modo da poter andare tranquillamente alla scoperta della città.

 

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Hai voglia di fare un giro in barca lungo lo Spree, oppure assaggiare un espresso italiano in via Dante oppure fare shopping presso l’esclusivo Village des Createurs?

Non importa quale città scegli, tenta la fortuna con il nostro concorso. Sotto http://bit.ly/YourCityTrip devi solo mettere mi piace alla nostra pagina, indicare la città scelta e l’indirizzo email. Hai tempo fino al 31 agosto e scoprirai tramite l’email se hai vinto.

Tripwolf e SURPRICE Hotels ti augurano buona fortuna!

 
 

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Malta, l’ombelico del Mediterraneo

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Malta, per la sua posizione allo sbocco sud orientale del Canale di Sicilia, è il passaggio obbligato delle rotte che dal Mediterraneo Orientale portano a quello Occidentale: punto di incontro, e di scontro, di popoli con religioni e culture differenti, ognuna delle quali ha lasciato qui il suo segno. L’isola, o meglio l’arcipelago delle Isole Calipsee che la comprende, nei millenni cambiò dominatori infinite volte: insediamenti neolitici dimostrano che l’arcipelago fu abitato fin dalla preistoria, colonizzato da navigatori provenienti dalla vicina Sicilia, ai quali si sostituirono prima i Fenici e poi i Greci. Fu quindi occupata dai Cartaginesi e dai Romani fino a quando gli Arabi la strapparono ai Bizantini per cederla, due secoli dopo, ai Normanni. Fino al Cinquecento seguì le sorti del Regno di Sicilia, vedendo succedersi gli Svevi, gli Angioini, gli Aragonesi e i loro successori Asburgo. Nel 1530 l’arcipelago fu concesso in affitto perenne, in cambio di un falcone addestrato per la caccia ogni anno, all’ordine monastico dei Cavalieri dell’Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme, meglio noti come Cavalieri di Malta, che la tennero fino a che furono cacciati dalle truppe napoleoniche nel 1798, sostituite dagli Inglesi due anni dopo. Nel 1814 entrò a far parte dell’Impero Britannico che la usò come roccaforte per presidiare le rotte da e per l’Oriente, vedendo aumentare la sua importanza strategica con l’apertura del Canale di Suez. Solo le tre principali isole dell’arcipelago, Malta, Gozo e Comino, sono abitate, mentre le altre venti sono di dimensioni piccole, poco più di scogli.

La Valletta

La Valletta. Foto di Andrea~S.

Da dove iniziare una visita a Malta? Forse dalle fortificazioni, che dell’isola sono una caratteristica. La più famosa è forse il Forte Sant’Elmo, posto all’estremità del promontorio costituito dal Monte Sceberras, a dominare sia il Porto Grande che quello di Marxammet. Nel 1565, durante il Grande Assedio degli Ottomani, il forte, allora una piccola fortificazione di epoca aragonese, resistette per per oltre un mese agli invasori, provocando loro numerose perdite, tanto che il visir Mustafa Pasa, comandante delle forze terrestri ottomane, ebbe a dire, guardando il molto più imponente e ancora intatto Forte Sant’Angelo: «Allah! Se un figlio così piccolo è costato tanto caro, quale prezzo dovremo pagare per un padre così grande?». Terminato l’assedio il Forte fu ricostruito e venne intitolato a Sant’Elmo; tranne che nei mesi estivi più caldi è teatro di due manifestazioni storiche: “In Guardia” e “Alarme”, parate militari in costumi d’epoca. Nella cittadina di Birgù, all’altro lato dell’insenatura del Porto Grande, sorge Forte Sant’Angelo, costruito, secondo la leggenda, su un castrum romano: durante il Grande Assedio del 1565 fu il fulcro delle difese contro gli aggressori; nel 1912, sotto il dominio inglese, fu aggiunto alla lista delle navi da guerra britanniche, dapprima col nome di HMS Egmont, poi come HMS Sant’Angelo. Tra le fortificazioni per così dire minori da non perdere Fort Rinella, costruito dagli Inglesi alla fine del XIX secolo, che ospita tuttora un gigantesco cannone, lungo quasi dieci metri e pesante cento tonnellate, capace di sparare proiettili a circa tre miglia di distanza. More »

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