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Le più belle città da visitare in Europa con un piccolo budget

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Tradotto dalla versione tedesco di questo articolo.

Non deve essere sempre per forza Parigi. E neanche Londra, Berlino o Roma. In Europa ci sono tantissime città interessanti da visitare e che inoltre non peseranno sul tuo portafoglio. Oggi ti consigliamo dieci destinazioni che entreranno subito a far parte della tua wish list.

Bratislava

La capitale della Slovacchia patisce il fatto che la vicina Vienna attiri su di sé tutte le attenzioni. Bratislava, però, non ha proprio motivo di nascondersi: vanta infatti un centro storico sorprendentemente bello e prezzi estremamente bassi.

Foto: iStock

Foto: iStock

Riga

La capitale non ufficiale del Baltico vanta tantissimi punti di interesse culturali. Anche i nottambuli sono in buone mani, dato che la capitale lettone è rinomata come la Mecca segreta delle feste. More »

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Vienna al di fuori dai circuiti turistici standard: 10 luoghi che devi assolutamente vedere

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Tradotto dalla versione tedesca di questo articolo.

 

Chi fa il miglior gelato della città? Dove puoi rilassarti completamente? Quali sono le aree più frequentate e dove puoi comprare un souvenir per amici o parenti? Oggi vi proponiamo 10 luoghi al di fuori dei circuiti turistici classici che vi porteranno fuori dall’Eurovsion Song Contest e vi faranno scoprire meravigliosi angoli di Vienna. E per essere sicuri che siate bene equipaggiati durante il vostro soggiorno vi diamo l’opportunità di scaricare gratuitamente la guida di Vienna fino a fine maggio!

 
Imogdi

Foto: Shutterstock.

 

Lainzer Zoo: Cinghiali selvatici nella metropoli

Non c’è più la natura incontaminata nelle grandi città? Niente di più falso! Cerbiatti, cervi e tanti altri animali scorrazzano felici sui 2.450 acri dello zoo Lainzer. Durante i 45 minuti di camminata verso la Rohrhaus è facile incrociare un gruppo di cinghiali selvatici. Per i visitatori che hanno fretta raccomandiamo almeno una breve passeggiata a Villa Hermes. Questo è il luogo ideale per chiunque voglia rilassarsi lontano dal rumore della città. More »

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Sei Nazioni, un tour all’insegna del rugby

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Ogni anno si svolge la più importante competizione rugbistica dell’emisfero settentrionale, il Torneo delle Sei Nazioni; nato nel 1883 come confronto tra le quattro nazionali delle Isole Britanniche, e cioè Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda, si arricchì della partecipazione della Francia nel 1910 e dell’Italia novant’anni dopo. Le sei squadre rappresentano l’aristocrazia del rugby europeo e tutti gli anni danno vita ad accese sfide che occupano sette fine settimana tra febbraio e marzo; ogni nazionale gioca cinque partite, alternativamente in casa e in trasferta. Sappiamo che i lettori di tripwolf non hanno bisogno di scuse per chiudere zaini e valige e andare in giro per il mondo, ma questa volta vogliamo fornire loro un pretesto a metà tra il turistico e lo sportivo: un tour tra gli stadi, e le città, che ospitano le partite del Sei Nazioni.

Il rugby. Statua davanti allo stadio di Twickenham.

Il rugby. Statua davanti allo stadio di Twickenham. Foto di Doug Wheller

Il rugby ha una storia antichissima, potendo risalire fino ai Greci o all’harpastum dei Romani, dal quale derivano il calcio fiorentino e la soule, praticata nel nord della Francia e da lì esportata nelle Isole Britanniche col nome di hurling over country. Questi giochi avevano in comune l’uso di una palla e di un numero variabile di giocatori (che potevano arrivare a duecento per squadra) che se la contendevano, spesso violentemente, per portarla oltre la linea di fondo avversaria. La leggenda vuole che, nel 1823, il giovane William Webb Ellis, durante un incontro di football che si svolgeva nella città di Rugby, raccogliesse la palla con le mani e si involasse verso la linea di fondo avversaria, oltrepassata la quale schiacciò il pallone a terra urlando “meta”: era nato lo sport della palla ovale, che da allora si diffuse in tutto il mondo. In onore di queste origini inizieremo il nostro viaggio proprio dallo stadio che ospita il XV della Rosa, la nazionale inglese: Twickenham, la “Cattedrale del rugby”, è noto anche come “Cabbage patch”, perché il terreno su cui sorge in origine era adibito alla coltivazione dei cavoli. Lo stadio, che, con i suoi ottantaduemila posti, è secondo solo a Wembley per capienza, sorge nel quartiere di Richmond upon Thames, unico borough londinese che si stende su entrambe le sponde del Tamigi. Il quartiere ha oltre cento parchi e un lungofiume di oltre trenta chilometri; oltre allo stadio, che ospita anche il museo del rugby, Richmond ci offre anche edifici come Ham House, eretta nel 1610 da Sir Thomas Vavasour, dignitario di re Giacomo I, la residenza reale di Hampton Court, con il suo giardino alla francese, e la palladiana Marble Hill House, edificata tra il 1724 e il 1729 dalla Contessa di Suffolk; tra i parchi spicca il parco reale di Richmond, che con i suoi quasi dieci chilometri quadrati di superficie è il più esteso parco recintato d’Europa, e i Royal Botanic Gardens di Kew, esteso complesso di serre e giardini.

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Giverny, a casa di Monet

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È il 1874 quando a Parigi, in Boulevard des Capucines, nello studio del fotografo Nadar, si tiene la mostra della Société anonyme des peintres, sculpteurs et graveurs, che vede tra i suoi membri pennelli del calibro di Monet, Degas, Pissaro, Renoir, Cézanne e Sisley. Traendo lo spunto da un quadro di Monet, “Impression, soleil levant”, il critico Louis Leroy, non certo tenero nei confronti di questo nuovo movimento artistico, coniò il termine, tra l’ironico e lo sprezzante, di Impressionismo. Nove anni dopo, pochi mesi prima della morte di un altro grande maestro, Édouard Manet, Monet si trasferì con la famiglia nel piccolo borgo normanno di Giverny, dove avrebbe vissuto per quarantatré anni, fino alla morte, avvenuta nel 1926, in un casolare posto alla confluenza dell’Epte nella Senna.

Impression, soleil levant, di Claude Monet

Impression, soleil levant (1872) di Claude Monet – Ignoto. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons

Non si può visitare la Normandia senza prevedere una tappa a Giverny, così come non si può andare in Provenza trascurando Aix-en-Provence, buen retiro di un altro grande impressionista, Paul Cézanne. Il piccolo paese normanno è facilmente raggiungibile in treno da Parigi, dalla quale dista meno di un’ora: dalla Gare Saint-Lazare si prende il treno per Dieppe e si scende a Vernon: da qui una navetta porta a Giverny, distante appena quattro chilometri. Il borgo oggi prospera sul ricordo di Monet, quasi fosse il santuario dedicato a un santo laico. Siepi, aiuole e pergole fiorite spuntano un po’ ovunque, simili agli scorci che il pittore amava rappresentare. More »

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Consigli di viaggio last minut per gli innamorati

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In questa lista non troverete una guida di istruzioni per trovare una stanza d’albergo a Parigi all’ultimo minuto. La nostra proposta è la seguente: se non hai pianificato nulla per il giorno di San Valentino non c’è niente di meglio che sorprendere il vostro partner con una gita alternativa! Abbiamo cercato 5 destinazioni che non includono né Parigi, né Venezia o Londra.

 

Istanbul: città da sogno sul Bosforo

Molti di quelli che hanno visitato la città se ne sono innamorati e a ragion veduta! Passeggiando per le sue strade ci si imbatte subito con l’atmosfera orientale. La città è la più popolata di tutta la Turchia e unisce modernità e tradizione, lasciando un ricordo indimenticabile nel visitatore. Un consiglio per la serata: da Büyük Çamlica, una collina situata a 268 metri sopra il mare nel quartiere di Üsküdar, si gode una vista meravigliosa di Istanbul. Qui puoi trovare le tipiche sale da the turche e contemplare le luci della città.

 
Foto: flickr - halbag

Istanbul. Foto: flickr – halbag

 

Brighton: più romantica di così non si può

Londra sicuramente rappresenta una meta sicura quando si parla di San Valentino. La città è davvero incredibile e ogni angolo ha tantissimo da offrire. Purtroppo però è difficile riuscire a trovare una buona offerta per il giorno di San Valentino dato che è solo tra pochi giorni. Per questo motivo vi suggeriamo di cambiare meta e scoprire un’altra città inglese molto romantica che probabilmente non hai mai visitato: Brighton è la meta perfetta per questo San Valentino. La città offre tutto quello che ci si aspetta per una gita romantica. Viuzze, piccoli bar e tipiche case inglesi sono i tratti tipici di questa città. Una passeggiata sul mare, lungo le cabine colorate della spiaggia, fino a raggiungere il pontile di Brighton rappresenta sicuramente un must. Volete sorprendere il vostro lui o la vostra lei? Allora vi consigliamo un giro sulla ruota panoramica al tramonto. I biglietti potete già prenotarli online! More »

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Le sette meraviglie del mondo

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Il giovane ateniese Crisippo decise di partire per visitare luoghi dei quali aveva sentito parlare nelle taverne del Pireo: avrebbe viaggiato in paesi lontani, visto cose meravigliose e conosciuto popoli diversi dai Greci, decisamente una prospettiva allettante, tale da far dimenticare le indubbie difficoltà dell’impresa. Era quello che, in epoca successiva, sarebbe stato identificato come il 240 a.C. quando il nostro eroe si mise in cammino; equipaggiamento leggero, un po’ di dracme e via, a piedi verso occidente per raggiungere la prima tappa: Olimpia, al di là dell’istmo di Corinto, sulle coste ioniche del Peloponneso, oltrepassando i monti dell’Argolide e dell’Arcadia.

Statue dal frontone del tempio di Zeus. Olimpia, Museo Archeologico.

Statue dal frontone del tempio di Zeus. Olimpia, Museo Archeologico. Foto di Pilar Roa.

Olimpia era la città dei giochi panellenici più antichi e più sacri, nei quali i più forti atleti della Grecia, da tempo immemorabile, si sfidavano per essere celebrati dai posteri e per fregiarsi di una corona d’alloro. La sua meta non era lo stadio o la palestra, ma il santuario di Zeus, che sorgeva alla confluenza dei fiumi Cadeo e Alfeo. Si avvicinò con reverenza al tempio, ammirò le storie raffigurate sui frontoni e le metope, poi, come se avesse dovuto raccogliere tutto il suo coraggio, entrò e salì una scala che portava a una galleria sopraelevata: quello era l’unico luogo dal quale si poteva ammirare in tutto il suo splendore la statua di Zeus, in avorio e oro. Il nitore del corpo del dio, lo sfolgorare metallico delle sue vesti, l’imponenza della figura seduta, la testa della quale arrivava a sfiorare l’alto soffitto dell’edificio gli tolsero il fiato, lo lasciarono quasi stordito. Se il dio miracolosamente si fosse alzato, sicuramente avrebbe scoperchiato il tempio. Qualche giorno dopo decise che era ora di partire per la tappa successiva del suo viaggio e raggiunse il porto di Kalamata, in Messenia: da lì si sarebbe imbarcato per l’Egitto. More »

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Mercatini di Natale a Berlino

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Che il periodo natalizio sia bollato come un’orgia consumistica è un dato di fatto abbastanza condiviso e risaputo. Spesso, però, predichiamo bene e razzoliamo male, facendoci coinvolgere tutti, chi più chi meno, dalla smania del regalo e ignorando le antiche tradizioni che si celano dietro alle strenne natalizie. In fondo, poi, un regalo dà piacere sia a chi lo fa sia a chi lo riceve, soprattutto se a questa attività, magari, associamo anche un bel viaggio. Di mercatini di Natale, infatti, possiamo dire che è pieno il mondo, almeno quello di tradizione cristiana, quindi non abbiamo che l’imbarazzo della scelta sulla nostra meta. Questa volta tocca a Berlino: la capitale della Germania è una delle metropoli europee più moderne e vivaci e si distingue anche per la varietà e la ricchezza dei suoi oltre cinquanta mercatini di Natale. Ogni quartiere della città ne è coinvolto e il visitatore unisce alla possibilità di acquistare prodotti caratteristici e oggetti particolari quella di visitare una bellissima città ricca di storia, arte e cultura. Visto il numero di manifestazioni di questo tipo, un po’ a malincuore abbiamo dovuto fare delle scelte, limitandoci a quelle più famose e frequentate.

Mercatino di Santa Lucia a Pankow

Mercatino di Santa Lucia a Pankow. Foto di Tim Lucas

Non si può raccontare la Germania senza parlare della birra, e uno dei mercatini di Natale più famosi di Berlino si svolge, appunto, in un’antica fabbrica di birra. Siamo a Pankow, nella zona settentrionale della città, in quello che, fino al 1990, era uno dei quartieri più prestigiosi dell’allora Berlino Est. Nei due cortili interni di un edificio industriale del XIX secolo, a  Prenzlauer Berg, si tiene un mercatino fortemente ispirato alle tradizioni scandinave del culto di Santa Lucia. L’ambiente caldo e accogliente e le decorazioni nei toni del giallo e del rosso fanno da cornice a circa 50 bancarelle che offrono prodotti del Nord Europa, con musica e giostre ad allietare i visitatori. More »

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5 luoghi spettrali in Europa

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A proposito – fino al 31-10 l’intero pacchetto Europa a soli 19,90 € all’interno della app tripwolf!

 

Halloween bussa alla porta e in pochi giorni nel mondo tutte le streghe, i vampiri e clown assassini si affrontano. Non importa se come costume si è scelto un lenzuolo bianco con due buchi per gli occhi oppure uno stile alla Freddy Krueger con una maschera elaborata – quello che conta è il piacere liberatorio di lasciarsi spaventare e lasciarsi andare alla paura e alle urla almeno un pochino.

I seguenti luoghi in Europa non sono potenzialmente terrificanti solo il giorno di Halloween ma fanno venire i brividi lungo la schiena tutto l’anno.

 

Il sanatorio di Beelitz (Brandeburgo, Germania)

La costruzione dell’ospedale militare di Beelitz ebbe inizio oltre 100 anni fa e fino alla caduta della cortina di ferro è stato utilizzato per curare i malati di tubercolosi. Durante entrambi i conflitti mondiali l’edificio è stato usato come ospedale militare. Nonostante il continuo degradare del complesso (o forse proprio per questo motivo) il sanatorio oggi ha acquistato la tipica atmosfera morbosa tipica degli ospedali e degli edifici pubblici abbandonati e attira numerosi avventurieri che vogliono prendere parte a una visita guidata. A volte attraverso le stanze sembra di sentire ancora le grida dei pazienti che spesso venivano operati senza anestesia.

 

https://www.flickr.com/photos/happy_peanuts/6379682475

Foto: flickr, Thomas Geersing

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L’abbazia di Montserrat, spirito della Catalogna

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A circa 60 chilometri da Barcellona, nella Cordigliera Prelitorale si erge il massiccio del Montserrat, dal latino “mons serratus” (“monte seghettato”), che culmina con i 1236 metri del Sant Jeromi. Sulla costa della montagna, a circa 720 metri sul livello del mare, si erge un santuario tra i più famosi d’Europa, capace di attirare un gran numero di pellegrini e di turisti: è il monastero di Santa Maria de Montserrat, nel quale si venera la popolarissima immagine della Moreneta, la Madonna nera. È a questa devozione che devono il loro nome un’isola nelle Piccole Antille e molte donne catalane (come la soprano Montserrat Caballè).

Montserrat

Montserrat. Foto di Joan GGK

Secondo la leggenda la statua della Madonna sarebbe stata scolpita da San Luca a Gerusalemme e lasciata a Barcellona da San Pietro; nei secoli successivi, per proteggerla dalle scorrerie saracene e dall’invasione araba, sarebbe stata portata sul Monserrat e nascosta in una grotta poco distante dall’attuale santuario. Nell’anno 880 alcuni pastori videro scendere dal cielo una luce, accompagnata da una melodia: il fenomeno si ripeté numerose volte finché questi non si misero in cerca e raggiunsero la caverna che ospitava l’effigie. Poiché la statua rappresentava una Madonna dalla carnagione scura, la soprannominarono, appunto, “Moreneta”. La leggenda vuole che l’effige non si potesse spostare dal luogo del ritrovamento; la sua fama di immagine miracolosa crebbe e fu costruita una cappella, destinata a diventare il cuore del futuro monastero che, nei secoli successivi, ospiterà Ignazio di Loyola, convalescente dopo esser stato ferito nella battaglia di Pamplona: il santo decise lì di abbandonare la vita militare e di ritirarsi nel monastero di Manresa, dove visse da asceta e gettò le basi dei suoi Esercizi Spirituali.

Monastero e santuario di Montserrat

Il monastero e il santuario di Montserrat. Foto di mkpena

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Sainte-Chapelle, il trionfo del gotico

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Spesso chi va a Parigi segue un giro turistico abbastanza stereotipato: la Tour Eiffel, l’Arco di Trionfo, gli Champs-Élysées, il Louvre, le vie dello shopping e i grandi magazzini, la Rive Gauche e Notre-Dame. Qualche appassionato di pittura si spinge al Museo d’Orsay ad ammirare i capolavori dell’Impressionismo, qualche altro si addentra nelle caratteristiche stradine del Marais e raggiunge Place des Vosges, oppure arriva fino al monumentale cimitero del Père-Lachaise, o alla basilica del Sacro Cuore. Di tutto questo fiume di turisti solo una parte piccola, anche se non piccolissima, si allontana di poche centinaia di metri dalla Cattedrale e raggiunge il complesso di edifici che costituisce il Palazzo di Giustizia. Qui, dall’entrata della Conciergerie, ultimo residuo di quello che fu il Palais de la Cité, la dimora dei Re di Francia fino al 1358, dopo aver attraversato controlli di sicurezza degni di un aeroporto, si entra in un cortile dominato, fin da subito, da una mole incombente ma lieve e elegante: la Sainte-Chapelle.

SainteChapelle

La Sainte-Chapelle. Foto di ayelienne

L’edificio fu voluto da Luigi IX come cappella palatina e reliquiario, destinato a contenere le reliquie in possesso della Corona di Francia, tra le quali le più venerate erano la Corona di Spine, un frammento della Croce e uno dei chiodi della Crocifissione. Il Re era molto devoto, tanto che fu santificato, e spese grandi somme di denaro sia per la costruzione della Cappella, che costò quarantamila lire tornesi, sia per l’acquisizione delle reliquie. La Corona di Spine, infatti, fu ottenuta nel 1239 da Baldovino II, imperatore latino di Costantinopoli, che la cedette come pegno per un prestito di centotrentacinquamila lire tornesi ottenuto da Luigi IX. Il Re aveva speso queste somme, enormi per l’epoca, mosso oltre che dalla devozione anche da calcolo politico: le reliquie, venerate dal popolo, servivano a rafforzare il suo regno in un periodo di grandi tensioni esterne, con il Regno d’Inghilterra, e interne, con i grandi feudatari, sempre pronti a sottrarsi all’autorità regia. La storia dell’edificio è molto tormentata: incendi, danneggiamenti, ricostruzioni e ristrutturazioni la videro più volte protagonista. Sconsacrata (e le reliquie che custodiva traslate a Notre-Dame), divenne sede del parlamento di Parigi e, durante la Rivoluzione Francese, sede di uffici amministrativi i cui grandi scaffali oscurarono le splendide vetrate, preservandole da danni. More »

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