
Mantova appare, in lontananza, come se fosse costruita sull’acqua: è un effetto ottico dovuto al fatto che la città è circondata da tre laghi artificiali ottenuti da un’ansa del Mincio. L’opera, realizzata a scopi difensivi, risale al XIII secolo e, inizialmente, comprendeva quattro specchi d’acqua intercomunicanti, tanto da trasformare Mantova in un’isola collegata alla terraferma da ponti. Uno dei laghi fu prosciugato nel Seicento perché i detriti trasportati da un’inondazione ne avevano provocato l’impaludamento. Il mito, riportato da Virgilio nell’Eneide, vuole che a fondare Mantova fosse la profetessa Manto, figlia dell’indovino Tiresia, fuggita da Tebe. In realtà, anche senza scomodare la mitologia, la città ha origini antichissime: nella zona si stanziarono dapprima gli Umbri, poi gli Etruschi e i Galli Cenomani, per finire sotto il dominio di Roma nel 214 a.C. Ad Andes, villaggio nei pressi della città, nel 70 a.C. nacque il poeta Publio Virgilio Marone. Possedimento canossiano, a Mantova vide la luce Matilde di Canossa; dalla morte della contessa, avvenuta nel 1115, al 1328, anno in cui fu conquistata dai Gonzaga, la città fu libero comune. More »