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Maggio dei monumenti: ecco come scoprire i segreti di Napoli

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Come tutti gli anni, a partire dal 1994, Napoli sceglie il mese di maggio, quello forse più bello con le sue giornate dal cielo azzurrissimo e terso, e più gradevole, prima della calura estiva, per svelare i suoi segreti e gli angoli più nascosti ai visitatori, siano essi forestieri o locali. La manifestazione “Maggio dei Monumenti”, che quest’anno si intitola “Attraverso Napoli. Chiostri, cortili e sagrati”, si protrae dal 4 maggio al 2 giugno e offre percorsi a scoprire improvvisi scorci che si aprono nel dedalo di vie e vichi che costituiscono il tessuto urbano partenopeo. L’iniziativa, che coinvolge sia enti e istituzioni, sia privati cittadini, ha consentito di mettere a disposizione dei visitatori oltre duecento siti, tra i quali è da citare, perché aperto solo in questa occasione (e per le visite occorre prenotarsi), il Monastero di clausura di Santa Maria di Gerusalemme, detto delle “Trentatrè”. Oltre alle visite guidate, il Maggio dei monumenti offre anche spettacoli di danza, reading di poesia, esecuzioni di musiche tradizionali napoletane ed ebraiche, messe in scena, tarantelle, esposizioni, ad arricchire un’offerta già ricca e fantasiosa.

Due sono i percorsi tematici: il primo è dedicato a Boccaccio, nel settimo centenario della nascita. Giovanni Boccaccio, figlio di un mercante fiorentino, visse a Napoli gli anni dell’adolescenza, tra il 1327 e il 1340; era la città angioina di Re Roberto, pervasa di quella civiltà cortese che tanto aveva influenzato Dante e i poeti del dolce stil novo, e fu il luogo della formazione dello scrittore toscano. Il percorso parte da San Lorenzo e, attraverso diverse tappe, si conclude a San Domenico Maggiore;  in luoghi come il cortile di Castel Novo (meglio conosciuto come il Maschio Angioino), il monastero dei Girolamini, la tomba di Virgilio, o la meravigliosa spiaggia della Gaiola, attori daranno lettura di alcune delle novelle del Decamerone.

Il secondo itinerario, dedicato alla canzone napoletana, è stato realizzato in collaborazione con l’Archivio storico della sede Rai di Napoli: il percorso musicale si snoda attraverso sei tappe, Palazzo Reale, Santa Maria la Nova, Suor Orsola Benincasa, PAN – Palazzo Arti Napoli, Convento di San Domenico Maggiore, Casina Pompeiana (Villa Comunale), in ognuna delle quali totem sonori illustreranno diversi aspetti della canzone napoletana; particolarmente interessanti gli approfondimenti, con diverse versioni di brani classici.

Per maggiori informazioni è consigliabile visitare il sito che il Comune di Napoli ha dedicato alla manifestazione (Maggio dei monumenti 2013) e scaricare la brochure illustrativa, disponibile anche in formato cartaceo presso gli infopoint cittadini.

Consigliabile, per chi vuole visitare sia Napoli, anche al di fuori del Maggio dei Monumenti, sia anche il resto della regione, è la Campania Arte Card, che consente l’ingresso, gratuito o scontato, a un gran numero di musei, siti archeologici e monumenti, nonché  l’uso dei mezzi pubblici di trasporto. La Campania Arte Card è acquistabile on line, tramite call center, presso i più importanti musei e siti archeologici e presso il punto posto all’ interno della Stazione Centrale di Napoli.

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Milano da vedere: la mostra “Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti”.

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Milano e l’arte sono  un binomio ormai consolidato. Dopo la mostra dedicata a Picasso, che ha riscosso notevole successo fra i pubblico, Palazzo Reale ospita fino all’ 8 settembre oltre 120 capolavori dell’arte del XX secolo provenienti dalla collezione Netter. Jonas Netter, uomo d’affari e mecenate, riuscì nel corso della sua vita a raccogliere, grazie al suo giro di amicizie  e alla collaborazione con il mercante d’arte Leopold Zborowski, alcune fra le migliori opere degli artisti di Montparnasse: oggi queste sono per la prima volta presentate al pubblico italiano che può finalmente godere delle tele di uno dei suoi più grandi connazionali Amedeo Modigliani.

Il racconto della travagliata vita dell’artista, nato a Livorno ma arrivato in giovinezza in Francia per perfezionare la sua tecnica, è solo uno dei punti di partenza dai quali apprezzare l’esposizione che si sofferma non solo sul talentuoso pittore delle figure “dal collo lungo” ma anche su alcuni dei suoi contemporanei più famosi: Soutine, Derain, Hayden. Grande rilievo è dato pure al rapporto fra Modigliani e le donne, soprattutto due:  Beatrice Hastings, con il quale ebbe una breve, passionale ma violenta relazione e Jeanne Hébuterne, pittrice modella e sua musa ispiratrice. La loro storia scandalosa e contrastata dalla  famiglia di lei per la sua giovane età è ancora oggi uno dei simboli dell’amore totale e sregolato portato fino agli eccessi di un finale tragico. Proprio Jeanne  è la donna  ritratta in due dei dipinti più noti Ritratto di ragazza con i capelli rossi e Ritratto di Jeanne Hébuterne.

Ma la mostra, oltre ad essere un omaggio alla genialità di Modì è anche l’occasione per conoscere l’atmosfera della Parigi dei pittori maledetti. Fra amori sconvenienti e ubriachezza, malinconici paesaggi e figure dall’espressione spiritata lo spettatore viene invitato a fare introspezione personale e analizzare le sue paure, le sue fantasie e il rapporto con la realtà.

L’esposizione è visitabile tutti i giorni della settimana al Palazzo Reale di Milano: sabato e giovedì orario prolungato fino alle 22.30

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Terni: organizzare un weekend romantico nella città dell’Amore.

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Dismesse quasi tutte le acciaierie, che fecero di Terni la “Manchester italiana”, ormai la città è famosa soltanto per il suo santo patrono, San Valentino, protettore degli innamorati, particolarmente venerato anche da anglicani e ortodossi. Valentino, nato a Terni alla fine del II secolo d.C., fu ordinato vescovo della città nel 203 e svolse la sua opera pastorale distinguendosi soprattutto per le guarigioni che otteneva grazie alla preghiera (da qui forse deriva il suo nome: il latino “valere”, infatti, significa “star bene in salute”). Fu questa sua attività a causarne il martirio, che avvenne a Roma nel 273, quando il prelato era ormai quasi centenario; flagellato e decapitato fu riportato a Terni per essere seppellito in un cimitero posto sulle colline fuori le mura della città, luogo sul quale poi sorse la basilica dedicata al Santo.

Da cosa nasce la tradizione che lo vuole patrono e protettore degli innamorati? Da numerosi episodi tramandati dai racconti agiografici; di questi, qui, ne vogliamo ricordare due. Un giorno il Santo stava nel suo giardino e udì passare, oltre la siepe che lo delimitava, una coppia che stava litigando; il Vescovo li raggiunse, porse loro una rosa e chiese a entrambi di stringerne il gambo senza ferirsi con le spine. Così fu e i due fecero pace, chiedendo poi al Santo di unirli in matrimonio; la notizia si diffuse e tutte le coppie in difficoltà iniziarono a rivolgersi a San Valentino. Un altro episodio narra che il centurione Sabino, pagano, si innamorò di Serapia, cristiana, e per sposarla si convertì; alla vigilia delle nozze, però, si scoprì che la giovane era gravemente ammalata e, quando stava per morire, Sabino chiese a San Valentino di non essere separato da lei. Il Santo alzò le mani e i due si addormentarono, abbracciati per sempre.

La basilica di San Valentino ha origini che risalgono al IV secolo, quando un tempio fu eretto sulla tomba del Santo; distrutto durante le invasioni dei Goti, fu ricostruito nel VII secolo. L’edificio attuale risale al XVII secolo. Dietro l’altar maggiore si trova il coro che ospita la cosiddetta “confessione di San Valentino”, ossia un altare eretto sopra la tomba del Santo; al centro del coro si trova anche il Pozzo di San Valentino che raccoglie lettere d’amore provenienti da tutto il mondo. La decorazione dell’interno è settecentesca e le sei cappelle allineate lungo le pareti della chiesa ospitano dipinti di grande pregio, tra i quali un San Michele Arcangelo opera del Cavalier d’Arpino. La cripta ospita le reliquie dei Santi Procolo, Efebo e Apollonio.

La basilica valentiniana, affidata ai Carmelitani scalzi, è meta di pellegrinaggi e di viaggi di innamorati che vanno a chiedere la protezione del Santo; numerose sono le coppie, provenienti da tutto il mondo, che scelgono di unirsi in matrimonio nella chiesa, tanto che attorno alla basilica ruotano un certo numero di aziende che offrono servizi vari agli sposi, dagli abiti ai centri estetici, ai viaggi di nozze. La prenotazione della basilica deve avvenire almeno tre o quattro mesi prima della data prevista per la celebrazione.

Innamorati, fidanzati e promessi sposi provenienti da tutto il mondo si danno appuntamento a Terni nel mese di febbraio, riservato ai festeggiamenti dedicati al Santo, gli eventi valentiniani. Tra le manifestazioni religiose è da ricordare la Festa della Promessa, celebrata la domenica prima del 14 febbraio, quando le coppie che si sposeranno entro l’anno prendono parte a una celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo, durante la quale i fidanzati si scambiano le promesse di matrimonio. Al termine della cerimonia le coppie ricevono una pergamena e le future spose un bouquet di fiori. Tra gli eventi di natura culturale, concorsi letterari, premiazioni, concerti, rievocazioni in costume, mostre e sfilate. Il calendario completo degli eventi è consultabile all’indirizzo http://www.eventivalentiniani.net/.

Mario Govoni

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Anni ’30 Arti in Italia oltre il fascismo. La mostra di Palazzo Strozzi

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Il ventennio fascista in Italia fu un periodo nel quale le libertà politiche dei cittadini erano fortemente limitate ma, quasi per contrappasso, fu anche un epoca di grande fermento culturale, soprattutto dai punti di vista architettonico-urbanistico e delle arti figurative. Particolarmente fecondi sono gli anni Trenta del XX secolo, decennio al quale fa riferimento la mostra fiorentina allestita nei locali posti al piano nobile dell’imponente Palazzo Strozzi, dimora patrizia tra le più prestigiose di Firenze.

Quasi centocinquanta opere in mostra tra dipinti, sculture e oggetti di design di oltre quaranta artisti, quali i fratelli Giorgio De Chirico e Alberto Savinio, Carlo Carrà, prima futurista, poi metafisico poi seguace del movimento artistico Novecento, Mario Sironi e Achille Funi, che di quel movimento furono tra i fondatori, poi ancora Ottone Rosai, Ardengo Soffici, Giorgio Morandi, Renato Guttuso, Marino Marini, Filippo De Pisis, lo scultore Lucio Fontana, i fratelli Ruggero ed Ernesto Michahelles, noti con i nomi d’arte di Ram e Thayaht, pittori e artisti poliedrici, soprattutto il secondo, solo per citarne alcuni tra i più conosciuti.

Un’esposizione che permette di ripercorrere l’accesa  battaglia artistica di quegli anni, che vede contrapposti futurismo, astrattismo, espressionismo, classicismo, pittura metafisica e, a complicare il quadro generale, i mezzi di comunicazione di massa, come radio, cinema, rotocalchi e manifesti, che dall’arte contemporanea traggono spunti che poi veicolano al grande pubblico. Anche il design italiano trova, in questo periodo, le sue origini.

La mostra è sicuramente di grande interesse perché illustra un momento di grande creatività che ha segnato una svolta nello stile di vita degli italiani, affermando un’idea di uomo dinamico e al passo coi tempi; peculiare è l’approccio degli artisti che rielaborano stimoli provenienti da Francia, Germania, Russia e paesi scandinavi, coniugandoli con la tradizione italiana del Trecento e del Quattrocento.

L’occasione può essere propizia anche per visitare la mostra “Francis Bacon e la condizione esistenziale nell’arte contemporanea”, che si tiene nei locali della cosiddetta Strozzina, il Centro di Cultura Contemporanea a Palazzo Strozzi, posto nelle antiche cantine dell’edificio, e la mostra permanente “Una grande casa”, sulla storia del Palazzo e della famiglia Strozzi.

Anni ’30. Arti in Italia oltre il fascismo”, a Firenze, Palazzo Strozzi, fino al 27 gennaio 2013. Orari: tutti i giorni dalle 9,00 alle 20,00, il giovedì 9,00 alle 23,00. Biglietto intero 10,00 euro, ridotti 8,50 euro, 8,00 euro, 7,50 euro, scuole 4,00 euro. Prevendita anche on line.

Mario Govoni

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Picasso a Milano: guida alle opere e ai capolavori

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Picasso a Palazzo Reale

Il 2012 è stato, in Italia, un anno di grandi mostre: basti ricordare Tiziano e altri maestri alle veneziane Gallerie dell’Accademia, o Vermeer alle Scuderie del Quirinale di Roma, o ancora Boldini, Previati e De Pisis al Palazzo dei Diamanti di Ferrara. In questo panorama espositivo non poteva certo mancare Milano che propone, fino al 27 gennaio, una mostra di opere di Pablo Picasso a Palazzo Reale. È la terza volta che la metropoli lombarda presenta i capolavori del maestro malagueño dopo le mostre del 1953, quando gli italiani poterono ammirare uno dei più celebri quadri di Picasso, “Guernica”, esposto nella sala delle Cariatidi di Palazzo Reale assieme a “La Pace”, “La Guerra” e “Massacro in Corea”, e del 2001, inaugurata solo quattro giorni dopo l’attentato alle Torri Gemelle di New York, che conobbe uno straordinario successo di pubblico.

L’esposizione comprende circa 250 opere provenienti dal Musée National Picasso di Parigi, alcune delle quali uscite dalla Francia per la prima volta solo in questa occasione. Si tratta di quadri, statue, litografie, fotografie, tableaux-reliefs appartenenti alla collezione privata dell’artista, i Picasso di Picasso. Le opere in esposizione percorrono tutta la storia creativa del pittore, consentendo al visitatore di seguirne, cronologicamente, l’evoluzione artistica, attraversando il periodo blu e quello rosa, il proto-cubismo che poi evolve nel Cubismo Sintetico e in quello Classico, il Surrealismo, i dipinti sulla guerra e su temi politici, il pop e le variazioni su opere di grandi maestri dell’arte rinascimentale e moderna.

Lungo sarebbe l’elenco delle opere esposte, ma non possiamo esimerci dal citare almeno le più rappresentative, iniziando dai due autoritratti, quello del 1901, dove Picasso mostra di aver appreso la lezione di pittori come Touluse-Lautrec o Gauguin, e quello del 1906, dove forti sono gli echi delle antiche sculture iberiche, per proseguire poi con i realistici “Paul en Arlequin” o “Ritratto di Olga in poltrona”, e passare al cubismo di “Uomo col mandolino” e “Uomo con la chitarra”, ai colori forti e alle linee spigolose del “Ritratto di Dora Maar”, alla sfrenata danza delle menadi di “La corsa”, al “Massacro in Corea”, all’occhio cieco di “La Celestine”, alla scomposizione e ricomposizione della figura umana di “Nudo sdraiato” e “Nudo in giardino”. Una apposita sezione della mostra, ospitata dalla Sala delle Cariatidi, raccoglie immagini, documenti e carteggi che ricordano la mostra del 1953.

Anche in questo caso la critica non è concorde: c’è, infatti, chi giudica la mostra un puro e semplice défilé di opere esposte in mero ordine cronologico, senza alcuna ambizione critica, adatto più a propagandare un brand planetario, come è ormai diventato il nome “Picasso”, che a celebrare il genio di uno dei maggiori artisti del Novecento, forse il più grande. Picasso come prodotto, gestito da una fondazione che si occupa di gestire la riproduzione delle opere dell’artista su poster, libri, giornali e cartoline, nonché di associare il suo nome a prodotti di varia merceologia, dalle auto alla biancheria o alle ceramiche.

Picasso. Capolavori dal Museo Nazionale Picasso di Parigi”, a Milano, Palazzo Reale, fino al 27 gennaio 2013. Orari: lunedì, martedì e mercoledì dalle 8,30 alle 19,30, giovedì, venerdì, sabato e domenica dalle 9,30 alle 23,30. Aperto anche il 1° gennaio dalle 14,30 alle 19,30. Biglietto intero 9,00 euro, ridotto 7,50 euro. Disponibili anche laboratori e attività didattiche per scolaresche di ogni ordine e grado. Prevendita anche on line.

 

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Natale a New York: luoghi ed eventi da non perdere

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Trascorrere il Natale a New York è un sogno nel cassetto di molte persone: basta accendere la televisione per restare incantati di fronte alle immagini della grande mela addobbata a festa, con le sue mille luci e le sue rinomate tradizioni. Scopriamo insieme cosa c’è di così speciale a New York nel periodo natalizio e cosa è possibile fare per i fortunati che hanno deciso di trascorrere le vacanze  in una delle location più affascinanti al mondo. More »

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Boldini, Previati e De Pisis a Ferrara fino al 13 gennaio 2013: tutte le informazioni utili

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Boldini, Previati e De Pisis. Due secoli di grande arte a Ferrara

La notte del 20 maggio 2012 la terra ha tremato provocando gravi danni soprattutto tra le province di Modena e Ferrara; numerosi i danni al patrimonio artistico e architettonico in molti dei paesi e delle cittadine colpiti, ma anche Ferrara non è stata risparmiata dagli insulti del sisma. Tra le vittime più illustri dell’evento il cinquecentesco Palazzo Massari, posto lungo l’asse viario della rossettiana Addizione Erculea, che ha subìto danni notevoli, tanto da renderlo inagibile. Il palazzo è sede di alcune delle più prestigiose raccolte museali del capoluogo estense, dando ospitalità al museo “Giovanni Boldini”, al museo dell’Ottocento e alla galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Filippo de Pisis”, con preziose collezioni di opere d’arte realizzate nel corso del XIX e del XX secolo. I quadri, i disegni e le sculture sono stati ospitati in idonei depositi salvo un’ottantina di essi, riallestiti nella prestigiosa sede espositiva del Palazzo dei Diamanti, raccolti nella mostra “Boldini, Previati e De Pisis. Due secoli di grande arte a Ferrara”. More »

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Vermeer alle Scuderie del Quirinale di Roma: guida alla mostra

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Sono solo trentasette le opere che la critica contemporanea attribuisce con certezza a Jan Vermeer, pittore olandese del Diciassettesimo secolo, e nessuna di queste si trova in Italia. L’artista fiammingo, morto a soli quarantatré anni, non fu eccezionalmente prolifico, tanto che gli sono riconosciuti appena una cinquantina di quadri, di alcuni dei quali si sono perse le tracce. Dimenticato dalla critica almeno fino alla fine dell’Ottocento, Vermeer è sicuramente stato uno degli artisti preferiti dai falsari, uno dei quali, Han Van Meegeren, utilizzando la stessa tecnica del maestro fiammingo, riuscì a produrre opere di tale perfezione stilistica da ingannare studiosi e critici e da essere inserite in prestigiose collezioni private e musei.

Dal 27 settembre 2012 al 20 gennaio 2013 le Scuderie del Quirinale, a Roma, ospitano una mostra nella quale otto dipinti del maestro di Delft sono il fulcro di un percorso espositivo che comprende anche una cinquantina di quadri di pittori olandesi suoi contemporanei, come Carel Fabritius, Pieter de Hooch, Emmanuel de Witte, Gerard ter Borch, Gerrit Dou, Nicolaes Maes, Gabriël Metsu, Frans van Mieris, Pieter Janssens Elinga, Jacob Ochtervelt e Jan Steen, pittori i cui nomi oggi, forse, non ci dicono nulla ma che erano molto conosciuti tra i loro contemporanei. More »

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Dalla “Cow Parade” a Banksy: quando l’artista e il visitatore si incontrano nella città

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Chi non ha ancora visto una mucca della Cow Parade? Probabilmente non sono in tanti coloro che risponderanno no a questa domanda, considerato che dal 1999 ad oggi 300 milioni di persone hanno assistito almeno ad una delle esibizioni della Cow Parade. E’ il più grande e riuscito evento pubblico del mondo e si è fermato in 75 città, tra cui New York City (2000), Londra (2002), Tokyo (2003, 2006 and 2009), Praga (2004),  San Paolo (2005), Mosca (2006), Milano (2007), Roma (2010).

Ogni volta che le mucche si spostano viene organizzata una competizione per decidere quali saranno gli artisti che potranno dipingere le mucche di vetroresina. Tra i tanti vi hanno partecipato anche Romero Britto, Oliviero Toscani, Lord Norman Foster, Karim Rashid.
L’ evento ha scopi benefici e i fondi raccolti hanno finanziato moltissime associazioni e progetti. More »

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Mercatini di Natale in Europa, da Vienna a Praga, passando per Innsbruck e Monaco di Baviera

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Non è Natale senza le città illuminate, l’albero ed il presepe, i regali, i pranzi infiniti e… i mercatini natalizi.
Una tradizione che si perde nel tempo, addirittura nel XIV. Il primo mercatino di Natale ha visto la luce in Germania, mentre in Italia è stata Bolzano ad aprire una tradizione più recente (1970) ma che ogni anno si consolida sempre più e vede il flusso turistico aumentare costantemente. Scopriamo insieme quali sono i mercatini natalizi più gettonati d’ Europa. More »

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